Sintomi Coronavirus, anche perdita gusto e olfatto/ “La notiamo in fase avanzata”

- Carmine Massimo Balsamo

Tra i sintomi del Coronavirus anche la perdita totale del gusto e dell’olfatto: “Non sappiamo se sia reversibile”, dice il professor Massimo Galli a proposito di questo disturbo

barba coronavirus
Il Coronavirus SARS-CoV-2, in giallo, sulle pareti di una cellula (LaPresse)

Anosmia e disgeusia sono due sintomi del Coronavirus. Due parole complicate dal significato molto semplice: la prima indica un’alterazione dell’olfatto, l’altra invece l’alterazione del gusto. Ne ha parlato il professor Hendrik Streek in un’intervista al Frankfurter Allgemeine, raccontando anche di casi in cui persone non riuscivano più a sentire l’odore del loro shampoo mentre il cibo cominciava ad avere un sapore insipido. Anche Streek, come il professor Galli, ha notato che la comparsa di questi sintomi avviene in una fase più avanzata dell’infezione. «Il tipico paziente di Covid-19 ha sintomi lievi. Questo è anche il risultato di uno studio cinese, secondo cui il 91 per cento dei contagiati mostra sintomi da lievi a moderati, come tosse secca e febbre – prosegue Streek -. Nel nostro caso si è aggiunta la perdita di olfatto e gusto, ma nel 30 per cento dei casi le persone infette hanno avuto anche diarrea, che è più frequente di quanto si possa pensare». (agg. di Silvana Palazzo)

IL CASO DI ANGELO MARZANO

Con l’infezione da Coronavirus potrebbero insorgere come sintomi anche la perdita del senso dell’olfatto e del gusto. Il professor Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III dell’ospedale Sacco, non sa se si tratta di disturbi transitori o se con la guarigione va invece tutto a posto. Però al Corriere della Sera precisa: «Posso dire che questi disturbi compaiono più spesso quando il paziente è già sulla via della guarigione. Da quanto osservato fino ad ora non si tratterebbe quindi di un sintomo delle prime fasi dell’infezione». Quanto evidenziato dal virologo Hendrik Streek era stato segnalato da Angelo Marzano, dermatologo del Policlinico e docente a contratto della Statale che era stato contagiato dal Coronavirus. «Non ho recuperato del tutto il senso del gusto e dell’olfatto. Mi spiace sa? Sono una buona forchetta…», aveva ironizzato. (agg. di Silvana Palazzo)

SINTOMI CORONAVIRUS, ANCHE PERDITA OLFATTO E GUSTO

Oltre a quelli già noti, potrebbero esserci altri sintomi frequenti da coronavirus. Come spiegato a Frankfurter Allgemeine da Hendrik Streek, virologo di Bonn, è stata riscontrata la perdita del senso dell’olfatto e del gusto tra i pazienti positivi ai test per Covid-19. Oltre ai sintomi già “certificati” – febbre, stanchezza e tosse secca, senza dimenticare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola – illuminare ha spiegato: «Di quasi tutte le persone infette che abbiamo intervistato, almeno due terzi hanno riferito di aver perso il senso dell’olfatto e del gusto per più giorni. Un’assenza così forte che una madre non è riuscita a percepire l’odore del pannolino sporco del suo bambino». L’esperto, che sta coordinando le indagini a tappeto nell’area di Heinsberg, ha aggiunto: «Non possiamo ancora dire esattamente quando compaiono questi sintomi, ma insorgono subito dopo l’infezione».

“SPERIAMO SIA UN DISTURBO TRANSITORIO”

Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III dell’Ospedale Sacco, ha spiegato al Corriere della Sera: «Nei nostri pazienti vediamo frequentemente i sintomi dell’anosmia (alterazione dell’olfatto, ndr) e della disgeusia (alterazione del gusto, ndr), anche nei casi lievi e moderati». L’esperto ha poi aggiunto: «Non sono ancora disponibili dati di osservazione scientifica su questo aspetto, sto parlando di osservazioni personali e del mio team. La perdita di gusto e olfatto possono comparire anche in altre infezioni delle vie respiratorie , ma nella Covid-19 sembrerebbe più frequente e grave». Non è ancora chiaro se si tratti di un disturbo transitorio o meno: «Al momento non sappiamo dire se il disturbo sia transitorio, ovvero se con la guarigione la sensibilità viene totalmente recuperata. Possiamo solo sperare che la cosa sia transitoria».





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