SONDAGGI/ “Salvini al 37%, M5s al 17%: e rompere il governo non fa perdere voti…”

- int. Carlo Buttaroni

La preferenza di voto degli italiani non cambia nonostante l’apertura del caso Russiagate, ma è ancora presto per un giudizio: occorrono sviluppi

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Il risultato del voto al Senato sul biotestamento (LaPresse)

Sondaggi politici. Grandi movimenti all’interno della maggioranza, soprattutto grandi litigi che sembrano annunciare la fine del governo. Salvini e Di Maio sono ai ferri corti dopo il voto su Ursula von Der Leyen, nuova presidente della Commissione, che ha visto i due partiti su posizioni opposte, Lega contro, 5 Stelle a favore. Ne abbiamo parlato con Carlo Buttaroni, presidente dell’istituto di sondaggi Tecnè: “È ancora presto perché il Russiagate porti a qualche scompenso nell’opinione pubblica, sostanzialmente i nostri sondaggi ci dicono di una situazione molto simile alla settimana scorsa, un leggerissimo sbandamento della Lega che perde un risibile 0,1%. È anche vero che l’opinione pubblica oggi presta molta meno attenzione a questi fatti di politica internazionale di quanto facesse tempo fa”. E dell’ipotesi di una alleanza di governo M5s-Pd, dice che è difficile al momento pensarla, in quanto il partito di Zingaretti “non ha ancora trovato il suo contenitore, è ancora in forma liquida, una galassia di sinistra senza una forma solida”.

Salvini e Russiagate. Cosa dicono i consensi?

Grosso modo i sondaggi sulle intenzioni di voto che abbiamo raccolto ci dicono di un panorama molto simile a quello della settimana scorsa. La Lega subisce una perdita minima, lo 0,1%. Praticamente è stabile, dall’alto del suo 37%. Per il 58% degli italiani comunque  il Russiagate è una faccenda seria da approfondire, il 21,3% dice che è una cosa senza rilievo utilizzata dagli avversari per attaccare Salvini, il 21% non ha alcuna opinione al proposito.

Perché anche Trump non è stato indebolito dal suo Russiagate?

L’opinione pubblica viene colpita ma in maniera meno forte che in passato da fenomeni come questi. Per quanto riguarda l’Italia, siamo ancora in una fase in cui non si capisce ancora se e quanto sia coinvolta la Lega, al momento si indaga su un collaboratore di Salvini. L’opinione pubblica è anche in attesa di sapere se alcune ipotesi che dicono che Salvini sapeva e in che misura sapeva, verranno confermate.

Resta il fatto che Trump non è stato danneggiato dal Russiagate, ci sa dire perché?

Tutte le economie occidentali hanno vissuto una crisi che ha cambiato la percezione spazio temporale delle priorità. Le cose che dovranno o potranno accadere interessano meno di quanto accade adesso.

Salvini non ha ancora portato a casa né l’autonomia né la flat tax: gli elettori attendono questi provvedimenti o no?

Per quanto riguarda l’autonomia c’è grande attesa, vista la partecipazione referendaria nelle Regioni del Nord. Al Sud naturalmente c’è meno attenzione. Per quanto riguarda la flat tax riuscire a portarla a casa, visto che è una bandiera che la Lega ha alzato da tempo, sarebbe una grande vittoria, e anche una riforma necessaria, visto che l’attuale sistema fiscale non funziona e va comunque riformato.

E se la Lega non riesce ad ottenerla?

Se succedesse per responsabilità della Lega sicuramente la Lega subirebbe un grave danno, ma il problema è capire proprio per quali ragioni potrebbe non essere approvata. Di chi sarebbe la responsabilità? Del governo, di M5s, dell’Europa? Dove va a cadere il pallino si determinerà il giudizio della gente.

Salvini e Di Maio sembrano ai ferri corti: chi manda a casa un governo perde sempre consenso? Se Salvini rompesse con Di Maio, salirebbe ancora? Di quanto?

È un po’ come due amanti che si lasciano, con la differenza che è stata una coabitazione forzata che è diventata una lite continua, estenuante anche per l’opinione pubblica che spesso ne perde il filo. Se Salvini decide di staccare la spina, la gente reagirà in base al motivo per cui lo farà. La Lega oggi è più forte del M5s e verrebbe intesa come una mancanza di coerenza nel governo, per cui la gente sarebbe più ben disposta. Se lo fanno i 5 Stelle dovrebbero riuscire a fare una sorta di ritorno alle origini, ma sarebbe più difficile al momento.

Quanto vale oggi M5s?

Sono sostanzialmente fermi al 17%. Per l’esattezza 17,3%, lo 0,1% perso dalla Lega lo prendono loro che guadagnano appunto lo 0,1%

Come valuta in termini di consenso un patto di governo M5s-Pd? Sarebbe l’unione di due debolezze: perderebbero entrambi?

In questo momento il Pd è ancora a geometria variabile, è una galassia che deve trovare la sua forma, non ha una forma solida, è ancora allo stato liquido. Su questo Zingaretti deve fare ancora un pezzo di strada. Un governo con i 5 Stelle avrebbe alcune affinità, ma ci sono in ballo provvedimenti che non sarebbero facili da applicare, ad esempio la legge di stabilità. Non sarebbe facile perché la capienza della spesa corrente è di molto superata. Se riescono a mettere in campo un’alleanza con una forte impronta riformista il Pd può gonfiare le vele dei consensi, altrimenti il venticello che Zingaretti è riuscito a smuovere rischia di indebolirsi.

Quanto vale oggi il Pd?

Il 23,6%, anche loro guadagnano un piccolo 0,1%.

E Forza Italia?

Sempre intorno all’8% con varianti minime.

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