Spagna, Sanchez: “Covid come influenza”/ “Nuovi protocolli: basta conta dei contagi”

- Niccolò Magnani

Il piano della Spagna per tramutare la lotta al Covid come contro un’influenza: Sanchez, “nuovi protocolli e regole. Stop conta dei contagi: la situazione non è quella di un anno fa”

Sanchez, Spagna
Pedro Sanchez, Premier Spagna (LaPresse)

SANCHEZ: “COVID COME INFLUENZA”

Se prima a dirlo erano stati Boris Johnson e Jair Bolsonaro, ora che l’assunto “Covid come influenza” lo avanza il più moderato Premier spagnolo Pedro Sanchez forse potrà avere conseguenze effettive diverse: la Spagna infatti è il primo Paese in Europa che sostiene l’imminente “cambio di strategia”, tra regole e protocolli, per affrontare la pandemia mondiale da Covid-19.

Confermando lo scoop emerso su “El Pais”, il Premier socialista afferma «Dobbiamo valutare l’evoluzione del Covid dalla situazione di pandemia vissuta finora verso quella di una malattia endemica». Il Governo sta preparando un piano di gestione del Covid molto più simile ad una influenza endemica che non a quanto visto negli ultimi due convulsi anni: «È un dibattito che stiamo cercando di aprire a livello europeo», spiega ancora Sanchez intervistato dalla radio “Cadena Ser”, «Dobbiamo rispondere con altri strumenti, più legati alla vaccinazione o all’autoprotezione con le mascherine». In Spagna ad oggi il 90% della popolazione over 12 è vaccinata (numeri molto simili all’Italia) e la situazione «non è quella di un anno fa».

LA SPAGNA PRIMA IN EUROPA: “CAMBIARE STRATEGIA SUL COVID”

Per questo motivo il Presidente Sanchez ha annunciato che il Governo sta mettendo a punto un piano in realtà già ideato nella primavera 2020, poi accantonato per il ritorno delle ondate pre-vaccino: «Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cautela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino ad ora». La Spagna ha in mente di iniziare a curare le varie variante del Covid (Omicron e potenziali future, ndr) in maniera simile all’influenza: stop a contare i casi e testare ogni minimo sintomo, come del resto hanno ripetuto in queste ultime settimane anche i membri del Cts Donato Greco (al “Sussidiario”) e Sergio Abrignani (oggi su “Libero Quotidiano”). Sanchez e gli esperti consultati propongono il “metodo sentinella”, usato già normalmente per le influenze: «Invece di denunciare ogni caso di Covid che viene rilevato nel Paese, cosa insostenibile nel lungo periodo, verrà scelto in modo strategico un gruppo di medici delle scuole primarie o dei centri sanitari, unito agli ospedali, per fare da testimoni». In questo modo si produrrebbero campioni in diversi punti chiave della società per valutare come si diffonde la malattia: sparirebbero così gli asintomatici e i non ricoverati dalla conta dei “casi Covid”. Con l’abolizione della quarantena per i contatti stretti di positivi (se vaccinati) si è visto un primo, ancora flebile, passo verso il “modello spagnolo”: ora è atteso molto di più, come spiega a El Pais Amparo Larrauri, capo del gruppo di sorveglianza per l’influenza e altri virus respiratori al CNE (Centro Nazionale di Epidemiologia), «Di fronte a questa nuova realtà, stiamo lavorando al passaggio dalla sorveglianza universale a una sentinella di infezione respiratoria acuta lieve nelle scuole primarie e grave negli ospedali». Il cambio di passo in Spagna è pronto: e nel resto d’Europa?



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