Stefano Bonaccini/ “Quirinale? Giusto dire no a Berlusconi. Su Draghi…”

- Carmine Massimo Balsamo

Il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini a Oggi è un altro giorno: “In questo momento abbiamo bisogno di autorevolezza”

stefano bonaccini
(Oggi è un altro giorno)

Tra pandemia e elezione del Presidente della Repubblica, Stefano Bonaccini a 360° ai microfoni di Oggi è un altro giorno. Soffermandosi sulla gestione dell’emergenza epidemiologica, il governatore dell’Emilia Romagna ha tenuto a evidenziare: «Un anno fa ci fu il lockdown, tante attività erano chiuse, mentre quest’anno si è chiuso discoteche e locali da ballo. Si è permesso giustamente di adottare strumenti che consentissero di continuare a fare le attività che già si facevano e che si fanno».

Massima attenzione, dunque, ma Stefano Bonaccini si è detto a favore dell’abolizione dei “colori”, considerati inutili nella fase attuale della pandemia: «Io sono a favore dell’abolizione dei colori. Oggi non hanno quasi più senso. Può rimanere la zona rossa per i casi più gravi, ma in zona gialla è tutto uguale alla zona bianca. Non ha senso».

STEFANO BONACCINI SULLA CORSA AL QUIRINALE

Nel corso dell’intervista rilasciata a Oggi è un altro giorno, Stefano Bonaccini ha detto la sua sulla corsa al Quirinale: «Io non credo che il Partito Democratico sia spaccato. Io non parlo a nome di altri: io credo che sia stato giusto dire di no a Berlusconi. Non credo che il Centrodestra abbia il diritto divino di esprimere una candidatura perché non ha i numeri, ma nemmeno il Centrosinistra ha un diritto divino. Ritengo importante che questa mattina la coalizione di Centrosinistra abbia parlato con una voce sola: spero che arrivino proposte da confrontare con tutte le altre forze politiche in Parlamento». Il presidente dell’Emilia Romagna ha poi parlato anche del premier Draghi: «Mi auguro che, al pari di Sergio Mattarella, arrivi una figura che abbia quella autorevolezza e che sia massimamente unitaria: in questo momento abbiamo bisogno di autorevolezza. Se continua a fare il premier, da governatore sono contento, ma se il nome di Draghi diventa quello unitario, il Pd può spaccarsi?». Domanda retorica, ovviamente…







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