STIVALI WELLINGTON/ Stella McCartney e il lancio dello stivale sostenibile

- Vittorio Crippa

Stivali Wellington: dal nero lucido di Armani, al bianco panna di Dior, tutti i tipi del celebre stivale. Fino al modello sostenibile…

Google in onore degli stivali Wellington
Google in onore degli stivali Wellington (foto Pixabay)

Oggi Google dedica il doodle agli Stivali Wellington, celebri stivali di gomma che hanno scritto la storia per diverse generazioni. Recentemente sono tornati “in auge” grazie a che, con Hunter, ha creato uno stivale sostenibile ispirandosi proprio ai Wellington. La nota stilista inglese ha deciso di reinterpretare lo stivale Hunter Wellington dal punto di vista del design: suole scultoree e battistrada realizzati a mano. Ovviamente parliamo di una versione originale e innovativa, dal tocco sportivo: ci riferiamo agli inserti del calzino elasticizzato e le linguette con il collo. Come dicevamo, parliamo di scarpe sostenibile: la gomma naturale proviene dalla gestione sostenibile, certificata nelle foreste del Guatemala. Un gesto importante per la salvaguardia dell’ambiente: così si ha la garanzia che nessuna foresta pluviale venga abbattuta. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

STIVALI WELLINGTON: EMPORIO ARMANI IN NERO LUCIDO, DIOR…

Se qualcuno volesse acquistare i famosi stivali Wellington, sappiate che ve ne sono per tutti i gusti. I più famosi sono gli Hunter, noto marchio di moda inglese, che costano a partire da circa 120/130 euro, ma anche le più grandi maison d’alta moda hanno proposto la loro versione per la moda autunno-inverno 2019-2020. Emporio Armani, ad esempio, ha deciso di mantenere fede al colore che da sempre rappresenta la maison meneghina, ovvero il nero, mettendo quindi in produzione una versione nero lucido. Dior, invece, ha proposto una versione fatta più a stivaletto (quasi come delle Lumberjack), di colore bianco panna, con una scritta nera sulla tomaia “Christian Dior Paris”. Kate Spade New York, invece, ne ha proposto una splendida versione nera con dei fiori bianchi, verdi e rossi, mentre Max Mara ha rispolverato il famoso stivalone da contadino, puntando su un colore verde, con la suola marrone molto pronunciata. Infine il modello della casa americana Tommy Hilfiger, molto elegante, di colore nero lucido, con ai bordi la doppia striscia verticale blu e rossa, i colori del logo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STIVALI WELLINGTON: ECCO COME INDOSSARLI

Non è dedicato ad un personaggio famoso il doodle odierno di Google bensì ad una calzatura sempre più spesso indossata da personaggi famosi: gli stivali Wellington. I classici stivali antipioggia, usati anche in Italia nei mesi invernali, sono connessi ad un record climatico relativo al giorno più piovoso nella storia del Regno Unito avvenuto il 5 dicembre di quattro anni fa. Tuttavia, nel tempo, i Wellington Boots sono stati indossati dalle star non solo con la pioggia ma anche in occasioni decisamente più fashion. Portati in città funzionano non tanto per non bagnarsi quanto per apparire più chic. Ma quando vale la pena indossarli? L’attrice e produttrice Margot Robbie è solita indossarli nel tempo libero, ad esempio quando è in campagna, e ci insegna che sono da preferire alle classiche sneakers in quanto grazie al loro tessuto impermeabile possono essere ripuliti con estrema facilità. La supermodella brasiliana Alessandra Ambrosio ci insegna invece a farne un uso più innovativo, ovvero quando si esce dalla palestra. Non si tratta ovviamente di un abbinamento tradizionale e probabilmente neppure molto comodo ma certamente degno di essere annoverato tra le ultime tendenze. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

KATE MIDDLETON, MEGHAN MARKLE E… QUANTE VIP LI INDOSSANO

Come vi abbiamo anticipato più volte nei vari focus qui sotto, sono moltissimi coloro che indossano quasi quotidianamente gli stivali Wellington. Fra il popolo dello stivalone anche una miriade di star, a cominciare da Nicky Hilton, l’ereditiera nonché sorella di Paris, che utilizza i Wellington nel più classico dei modi: quando fuori piove. Nell’elenco delle star troviamo anche Kate Middleton, moglie del principe William d’Inghilterra, che come sottolinea Il Corriere della Sera, utilizza gli stivali in numerose occasioni, anche al parco per portare a spasso il suo cagnolino. Non poteva mancare ovviamente l’altra giovane donna in vista della famiglia reale, Meghan Markle, paparazzata mentre è in giro per negozi a fare shopping, con addosso appunto i famosi stivali infangati dalla pioggia: ma lei può fare questo e altro. Infine, nel gruppone c’è anche Margot Robbie, la splendida attrice australiana, che è stata fotografata mentre indossava i Wellington abbinati ad un look da tempo libero, in campagna. Ma a lei sta bene qualsiasi cosa… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STIVALI WELLINGTON: LO STILE WELLIS

Lo stile e il “lusso” dei Wellis è inconfondibile eppure le origini che ognuno imputa agli stivali Wellington hanno molto a che fare con l’adolescenza o ancor di più con l’infanzia: come spiega l’artista che ha creato direttamente il Doodle di Google sugli stivali Wellis, l’inglese Matt Cruickshank, «il wellie Doodle ha un design semplice, solo le due O si stanno muovendo. Il mio approccio è stato quello di provare qualcosa di spensierato e catturare il divertimento che si prova saltando nelle pozzanghere con i wellies, come facevo durante l’infanzia». In effetti quegli stivali di gomma che tutti o quasi da bambini abbiamo indossato ci davano quasi l’ebrezza del poter affrontare ogni pozzanghera senza l’ansia costante delle nostre madri che non volevano ci sporcassimo eccessivamente. Dunque grazie Wellington, e grazie alla gomma, che ha permesso la diffusione su larga scala.. (agg. di Niccolò Magnani)

PERCHÈ OGGI QUESTO DOODLE?

La domanda che si stanno ponendo in tanti questa mattina è la seguente: come mai Google ha deciso di dedicare il suo Doodle di oggi agli stivali Wellington? Dopo uno stupore iniziale e a seguito di una piccola ricerca sul web, è stato svelato l’arcano. Oggi, 5 dicembre, ricorre infatti l’anniversario del giorno più piovoso nella storia del Regno Unito. Come scrivono i colleghi de Il Post, esattamente il 5 dicembre di cinque anni fa, nel 2014, caddero ben 34 centimetri di pioggia nel giro di poche ore, precisamente nella contea inglese di Cumbria, al confine fra l’Inghilterra e la Scozia. L’occasione è quindi propizia per ricordare quella calzatura che è stata lanciata proprio in Gran Bretagna dal duca di Wellington Arthur Wellesley nella prima metà dell’Ottocento, e che negli ultimi anni è tornata prepotentemente di moda, sia da utilizzare appunto in caso di clima avverso, ma anche come oggetto fashion. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STIVALI WELLINGTON: DA BURBERRY A GUCCI, OGGETTO D’ALTA MODA

Gli stivali Wellington sono oggi un oggetto di moda che viene riproposto ogni anno in vista della stagione autunnale da parte delle più note maison al mondo. Come ricorda il portale di Vogue, mensile fra i più autorevoli in tema, ormai quasi ogni ragazza e ogni celebrity che si rispetti, indossa i famosi stivaloni, di solito colorati in tinte pastello, ma anche in tonalità scure, leggasi nero, blu, marrone e grigio. Il marchio che per primo ha reso celebri gli stivali Wellington è stato Hunter Boots, casa di moda inglese che ha appunto sdoganato le simpatiche calzature, rendendole da scarpa utilizzata per lo più in ambito lavorativo, ad appunto una calzatura per tutti i giorni, in particolare quando piove o nevica. Hunter, come ricorda Vogue, è rimasta la leader degli stivaloni, ma a lei si sono accodati molti altri, a cominciare da Burberry, fra le più note case d’alta moda (famosa in particolare per le sue giacche a vento, le borse e le sciarpe), quindi Jimmy Choo (marchio di calzature must per tutte le star e le fashion victim), e ancora, Stella McCartney, Prada, Valentino, Gucci e Chloé, tutte aziende che hanno presentato negli scorsi mesi la loro personale versione degli stivaloni sulle passerelle. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STIVALI WELLINGTON CELEBRATI DA GOOGLE

Il Doodle di Google in onore degli stivali Wellington, dei celebri stivali di gomma, rientra a pieno titolo in quelle celebrazioni un po’ naif che la casa di Mountain View di tanto in tanto regala agli utenti di internet di tutto il mondo. E certamente l’immagine e l’animazione in onore degli stivali di gomma riporta un po’ tutti a quella spensieratezza bambina di quando nelle giornate davvero piovose ci si sentiva invincibili con gli stivali tipo Wellington di tutti i colori o fantasie, potendo andare senza danno laddove ci veniva sempre proibito andare, ovvero a sguazzare proprio nelle pozzanghere. E non importava quanto potesse essere insidiosamente profonda o estesa, o acquattata proprio sotto al marciapiede dove ci si accingeva ad attraversare. Purtroppo, però, questa volta l’idea di dedicare il Doodle in onore degli stivali Wellington non sembra, almeno per quanto riguarda l’Italia, essere molto felice. Sono ancora vive le ferite che ogni anno le precipitazioni causano per via della situazione di dissesto idrogeologico in cui versano moltissime zone del nostro Paese. Ferite che non segnano solo drammaticamente l’ambiente, l’architettura, gli affari o la storia d’Italia. Ma spesso chiedono anche un tributo in vite umane, trascinate via dal fango o travolte dagli smottamenti. Insomma, quella che gli stivali di gomma Wellington celebrano come una piacevole spensieratezza infantile, qui, fino a pochissimi giorni fa, era l’immagine di una Venezia ferita e oltraggiata, non dal clima o dalle maree, ma dall’inefficienza, la corruzione e l’inettitudine di chi ha permesso di trasformare un progetto come il MOSE, che avrebbe dovuto salvare la più bella città dal mondo dall’acqua in un mostro dall’appetito insaziabile di denaro pubblico, buono solo a riempire le tasche degli amici degli amici.

STIVALI WELLINGTON, DALL’ESERCITO AL FASHION

Entrando un po’ di più nel merito della storia di questa calzatura, gli stivali di gomma militari erano un emblema di potere, per esempio, gli stivali Wellington dell’ufficiale parlavano di un’autorità maschile, mentre i robusti e antiquati scarponi Blucher indicavano una condizione servile. Tra il 1820 e il 1845 gli stivali Wellington o Hessian dell’ufficiale, alti fino al ginocchio derivavano visibilmente dagli stivali di equitazione. Nell’Ottocento gli ufficiali erano famosi per la loro eleganza, e gli stivali erano parte integrante di questo stile, non senza qualche scomodità. Agli inizi dell’Ottocento gli stivali da ufficiale arrivavano quasi al ginocchio e gli Wellington andavano fatti su misura in base all’esatta forma della gamba e per calzarli era necessario il corno da scarpe e sfilarli poteva essere molto difficile. Inutile dire che se gli stivali di gomma per bambini o adulti, con il primo avvento dell’era industriale, non erano oggetti di moda, oggi non è più così e sono tornati ad avere una valenza atta a sottolineare uno status symbol. In onore degli stivali Wellington, infatti, c’è da dire che sono diventati accessori di fashion veri e propri, e come tali soggetti alla moda e al cambiamento del gusto degli stilisti che è ben più volubile del tempo climatico. E così, per quest’anno, a farla da padrone a livello di materiale per gli stivali è la gomma bianca, o l’elaborazione del tacco e della suola che rendono lo stivale una estensione di scarpe più tradizionali, dalle sneakers alle scarpe con il tacco di diversi stili, fino a spingersi quasi alle scarpe eleganti da sera. Certo, alcune soluzioni sono a dir poco audaci, ma si sa, il mondo dei grandi marchi della moda è fatto per stupire e farsi ricordare, non certo per svanire nel nulla come passi sotto la pioggia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA