STOP AUTO BENZINA E DIESEL DAL 2035/ L’assurdità grillina targata Ue

- Natale Forlani

La decisione europea di vietare le vendite di auto con motore a scoppio rischia di essere controproducente e di non aiutare l’ambiente

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Image by Goran Horvat from Pixabay

Il commento del Sempliciotto bergamasco.

1) Alle prime  avvisaglie della crescita dei prezzi nel corso della prima parte del 2021, le Autorità monetarie internazionali si sono affannate a spiegare che eravamo di fronte a un fenomeno provvisorio  destinato a rientrare con il pieno ripristino delle filiere produttive mondiali. Nel contempo uno  stuolo infinito di esperti  cercava di spiegare  ai Governi e alle aziende che continuavano a investire nelle estrazioni e negli approvvigionamenti delle energie fossili e nella produzione/riciclaggio dei  prodotti derivati che queste scelte erano destinate a essere penalizzate sui mercati finanziari. Esito finale: buona parte di queste aziende sta realizzando gli extraprofitti che dovrebbero essere tassati per finanziare la riduzione delle accise sui carburanti.

2) Con il perdurare della crescita dei prezzi  nella seconda parte del 2021, abbiamo assistito al patetico comportamento dei governanti che promettevano di giorno alla simpatica Greta di tassare senza nessuna pietà l’estrazione e il consumo di energie fossili (e quant’altro poteva  risultare nocivo all’ambiente)  e tornavano la sera nel loro Paese per approvare decreti per ridurre il peso delle  tasse sui carburanti.

3) La guerra in Ucraina  ci ha portato a rivalutare il ruolo delle trivelle, a diversificare le fonti di approvvigionamento del gas, a prezzi più elevati, dai Paesi che simpatizzano con la  Russia e la Cina, e persino a valutare  l’opportunità di riaprire le centrali elettriche alimentate con il carbone.

Abbiamo imparato la lezione? Quando mai… il politicamente corretto è duro a morire. La nostra  amata Europa per non smentire del tutto  il passato recente ha pensato bene di mettere fuori legge la produzione di autoveicoli con motore termico, a partire dal 2035, per sostituirli con quelli elettrici, a idrogeno o con  altre diavolerie che nel frattempo sarà possibile inventare.

Sembra una data lontana, perché ci dovremmo fasciare la testa?

1) Questa trovata produce immediatamente e nel corso dei prossimi anni l’esito di svalutare il parco macchine in circolazione e di vanificare gli investimenti tecnologici già disponibili per dimezzare i consumi e le emissioni dei motori termici. Tutto questo Ambaradan per cercare di forzare l’acquisto di automobili elettriche dai costi insostenibili, nonostante l’enorme massa di incentivi erogati dallo Stato a favore degli acquirenti e dei concessionari.

2) A detta degli stessi produttori, i vantaggi ambientali delle auto elettriche sono opinabili. L’autonomia limitata delle batterie costringe  gli automobilisti a passare il tempo nella ricerca delle colonnine e nell’attesa delle ricariche. Per questi motivi le attuali auto elettriche, nonostante i costi elevati, sono destinate a essere sostituite da veicoli tecnologicamente più  evoluti e a diventare obsolete in tempi rapidi con la  relativa svalutazione del loro valore;

3) Le tecnologie,  in particolare le materie prime necessarie per la produzione di auto elettriche,  ci renderanno sino-russo dipendenti. Dalla padella alla brace, esattamente come sta accadendo per l’approvvigionamento delle energie fossili.
Sintesi finale: 

se si riduce il valore delle automobili in circolazione per acquistare auto elettriche dai costi proibitivi, con scarsa autonomia di percorrenza, e a loro volta a rischio di obsolescenza, l’unico risultato che si ottiene è  quello di scoraggiare l’acquisto di macchine con motori termici e ibridi evoluti dai costi accessibili e in grado di dimezzare le emissioni. Vanificando il potenziale di innovazione già disponibile e con conseguenze rilevanti per le strutture produttive insediate in Italia.

Tanto per dimostrare che la produzione di cog….nate in materia di politica ambientale non è una prerogativa esclusiva degli esponenti del Movimento 5 Stelle.

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