Stronca hotel thailandese su TripAdvisor/ Turista americano rischia 2 anni di carcere

- Dario D'Angelo

Turista americano critica hotel thailandese su TripAdvisor: prima viene arrestato, poi rilasciato su cauzione, ora rischia comunque due anni di carcere.

trolley viaggio pixabay1280 640x300
Image by TheDigitalWay from Pixabay

Critica un hotel thailandese con delle recensioni negative su TripAdvisor, ma per un turista americano finisce male: Wesley Barnes è stato infatti arrestato dopo la denuncia del resort con l’accusa di aver “danneggiato la reputazione dell’hotel” e di non aver pagato la sovrattassa prevista per coloro che consumano all’interno dell’albergo alcolici acquistati all’esterno. Il cittadino statunitense, una volta finito in manette, è stato rilasciato soltanto dopo aver pagato una cauzione, ma per lui la pratica con l’hotel thailandese preso di mira sul noto sito di recensioni potrebbe non essere ancora chiusa. Come ha spiegato all’agenzia France Presse Thanapon Taemsara il colonnello della polizia di Koh Chang, l’isola dove si trova la struttura, se ritenuto colpevole dei fatti che gli vengono imputati, Barnes rischia infatti fino a 2 anni di detenzione e una multa di 200.000 baht (6.300 dollari).

STRONCA HOTEL THAILANDESE SU TRIPADVISOR: TURISTA AMERICANO RISCHIA 2 ANNI DI CARCERE

L’hotel oggetto delle recensioni negative del turista a stelle e strisce è il Sea View Resort. I proprietari dell’albergo hanno sottolineato come la decisione di procedere per vie legali si sia resa necessaria dopo aver provato inutilmente a contattare Barnes. Accertata l’impossibilità di riuscire a parlare con lui, ai proprietari dell’albergo asiatico quella della denuncia è apparsa la sola strada realmente praticabile per fermare l’uomo, che ormai da settimane continuava ad inondare TripAdvisor e altri siti di recensioni negative sull’hotel. Precisamente l’uomo si lamentava del personale “scontroso” che si comporta “come se non volesse nessuno intorno“. Nella prima recensione, poi rimossa perché contraria alle linee guida del portale, Barnes aveva scritto che il resort “praticava la schiavitù“. Come sottolineato dall’Agi, le leggi contro la diffamazione thailandesi sono state spesso oggetto di critiche da parte degli attivisti per i diritti umani per la loro severità, che metterebbe in pericolo la libertà d’espressione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA