Studentesse rapite in Nigeria: smentita la liberazione/ Il presidente “Atto disumano”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nella giornata di ieri si era diffusa la notizia circa la liberazione delle 317 studentesse nigeriane rapite, poi smentita: le ultime

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Nigeria, immagini d'archivio (LaPresse, 2018)

E’ stata smentita la notizia circa la liberazione delle 317 studentesse rapite venerdì scorso in Nigeria, precisamente da una scuola di Jagebe, nello stato dello Zamfara (norv ovest della nazione). L’indiscrezione della loro liberazione era circolata nella serata di ieri, poi successivamente confermata da alcune emittenti televisive, ma è risultata essere infondata, gettando ovviamente nello sconforto i genitori delle povere ragazze rapite.

Stando a quanto segnalato dai corrispondenti della Reuters, vi sarebbe una massiccia presenza militare in quel di Gusau, la capitale dello Zamfara, con numerosi convogli dell’esercito e posti di blocco sulle principali vie di comunicazione, con l’obiettivo appunto di rintracciare le povere rapite. Ad attaccare l’edificio scolastico venerdì mattina, un gruppo di uomini armati, che dopo aver assassinato la guardia e aver radunato le studentesse, avrebbe caricato le stesse su dei camioncini, trasportandole poi in un luogo che resta al momento ignoto. Secondo quanto raccolto dalle autorità, le ragazze sarebbero state portate dai banditi nella foresta, e a breve dovrebbe essere richiesto un riscatto.

STUDENTESSE RAPITE IN NIGERIA, LA CONDANNA DEL PRESIDENTE E L’APPELLO DEL PAPA

Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria, ha condannato fermamente l’accaduto parlando di gesto “disumano e del tutto inaccettabile”, tenendo conto che il rapimento delle 317 studentesse di cui sopra è solo l’ultimo di una serie di azioni simili avvenuti negli ultimi tempi nel paese africano, in balia di numerose gang armate. Soltanto lo scorso 17 febbraio, ad esempio, 47 persone erano state liberate a Kagara: “Il governo non soccomberà al ricatto dei banditi – ha aggiunto ancora il presidente – che prendono di mira innocenti studenti con la speranza di ottenere in cambio enormi riscatti. Il nostro obiettivo primario è recuperare gli ostaggi salvi, vivi e incolumi”. Un caso che ha colpito anche Papa Francesco, che ieri mattina, al termine dell’Angelus, aveva lanciato un appello: “Unisco la mia voce a quella dei vescovi della Nigeria per condannare il vile rapimento di 317 ragazze, portate via dalla loro scuola a Jangebe, nel nord-ovest del Paese. Preghiamo per queste ragazze, perché possano presto tornare a casa. Sono vicino alle loro famiglie e a loro stesse. Preghiamo insieme. Preghiamo la Madonna perché le custodisca. Ave o Maria”.



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