SUPER GREEN PASS, DOMANI CABINA REGIA E CDM/ Stop ai No Vax: tamponi e linee guida

- Niccolò Magnani

Super Green Pass, Governo lavora al nuovo Decreto per giovedì in CdM: cosa cambia, quali dubbi restano. Stop no vax: tamponi, locali, regole

Cabina regia
Cabina di regia anti-Covid a Palazzo Chigi (LaPresse, 2021)

CABINA DI REGIA E CDM GIÀ MERCOLEDÌ?

Secondo fonti di Governo confermate anche nella serata di martedì, potrebbe essere anticipato l’iter di approvazione del nuovo decreto Covid su obbligo terza dose ai sanitari e “super Green Pass”: domani si terrà a Palazzo Chigi la Cabina di regia sulle nuove misure anti-Covid, con però il CdM che potrebbe tenersi già mercoledì e non più giovedì 25 novembre.

Le misure in esame – qui sotto tutti i focus specifici, ndr – dovrebbero comunque riferirsi ai non vaccinati, nonostante il messaggio della Lega lanciato da Salvini dopo l’incontro con i Governatori del Carroccio predichi prudenza: «si lavora insieme con il Governo con buonsenso per evitare chiusure, eccessive complicazioni per gli italiani e messaggi allarmistici. Grande cautela anche a tutela dei bambini (secco no al Green Pass per gli under12, ndr). L’obiettivo, oltre alla massima attenzione per la tutela della salute, è salvaguardare la stagione turistica invernale». L’Adnkronos Salute ha pubblicato alcuni stralci delle “Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali”, prodotte dalle Regioni e già inviate al Governo (sottoposte domani in Cabina di regia): si ribadisce che chi ha il Green pass deve comunque rispettare le misure anti-covid come l’uso della mascherina negli ambienti chiusi. Le Regioni propongono poi di mantenere aperti tutti gli impianti da sci, ma con numero chiuso per gli ingressi se la situazione Covid dovesse peggiorare: «In zona arancione e in zona rossa, qualora sia prevista l’apertura degli impianti di risalita, limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di titoli di viaggio vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione o comprensorio anche sciistico, con criteri omogenei per Regione o provincia Autonoma o comprensorio anche sciistico, da definire sentiti i rappresentanti di categoria e delle strutture ricettive e concordati con le aziende sanitarie locali competenti per territorio».

NUOVO DECRETO SUL GREEN PASS

Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri potrebbe dare il via libera al nuovo decreto per cambiare – o forse stravolgere – le regole anti-Covid in Italia: è sempre più probabile l’adozione di un “super Green Pass” che ponga limiti molto duri per chi non si è ancora vaccinato (circa 7,6 milioni i no vax nel nostro Paese) sopra i 12 anni.

«Sono ore molto delicate, stiamo valutando ulteriori scelte nell’interesse del Paese dentro questa battaglia ancora aperta contro il virus», ha detto ieri il Ministro della Salute Roberto Speranza preannunciando importanti decisioni tra oggi, domani (Cabina di regia) e giovedì appunto con il Cdm fissato. Il Governo Draghi ipotizza di chiudere l’accesso alle attività “non essenziali” ai non vaccinati: resta da capire se solo in zona arancione/rossa o se con un provvedimento tout court anche in zona bianca. Nel frattempo, in attesa di definire tutti i dettagli del nuovo provvedimento anti-Covid, è già stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’ordinanza di Aifa e Ministero della Salute sull’anticipo della dose di richiamo (terza dose) non più a 6 ma a 5 mesi dalla seconda somministrazione di vaccino ricevuta.

ECCO IL SUPER GREEN PASS: LE NOVITÀ

Ecco qui di seguito nel dettaglio tutte le misure allo studio di Governo, Regioni e Cts circa le nuove norme da inserire nel cosiddetto “super Green Pass”:

COSA CAMBIA DI SICURO
– riduzione Green Pass da 12 a 9 mesi
– Controlli ingressi dall’estero dai Paesi con maggiori contagi (Germania, Austria, Slovenia)
– obbligo vaccinale terza dose per sanitari e lavoratori Rsa

COSA POTREBBE CAMBIARE
– lockdown per soli non vaccinati in zona arancione/rossa per attività non essenziali come cinema, teatri, stadi, discoteche, sci, palestre, piscine. Da valutare se estendere l’accesso per i soli vaccinati/guariti anche in zona bianca/gialla
– riduzione tempistiche tamponi: da 72 a 48 ore per il molecolare, da 48 a 24 per l’antigenico
– obbligo Green Pass sui mezzi pubblici (metro, bus, tram)
– obbligo vaccinale eventuali altre categorie legate al pubblico
– obbligo vaccinale “tout court” come adottato finora solo dall’Austria (dal 1 febbraio 2022)

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta lo ha detto chiaramente stamane, interpellato a “Fatti e Misfatti” su Tgcom24: «le restrizioni che stiamo pensando saranno solo per non vaccinati. Potranno fare solo casa lavoro, non potranno andare al ristorante e al teatro. Statevene a casa tranquillamente a guardare la televisione».

GREEN PASS, COSA DICONO LE REGIONI

Tra le varie posizioni presentate ieri nel vertice con il Governo a Palazzo Chigi, le Regioni hanno mostrato anime diverse pur partendo dalla generale condivisione della necessità di non chiudere le attività nelle prossime settimane: dalla Calabria il neo-Presidente Occhiuto chiede un “super Green Pass” anche in zona bianca, mentre per Lombardia e Veneto (i leghisti Fontana e Zaia) l’importante è riuscire a premiare i vaccinati e produrre restrizioni ai no vax solo in zona arancione/rossa. Ha indirettamente risposto ieri sera il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa «Per chi decide di non vaccinarsi è giusto garantire il diritto al lavoro ed i diritti primari, ma se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più». Il Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, nello spiegare come la propria regione rischia il giallo nei prossimi giorni, ha poi aggiunto, «Se fosse per i vaccinati ricoverati non rischieremmo minimamente la zona gialla. Così alcune regioni già ci vanno adesso, le altre regioni come noi rischiano tra qualche settimana la zona gialla se il contagio si diffonde e se aumentano i ricoveri. Nei reparti di terapia intensiva la gran parte dei ricoverati per Covid sia costituita da non vaccinati, benché il rapporto tra questi e i vaccinati in regione sia di 1 a 9».



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