Superbonus 110%/ Tutti i problemi di una misura che poteva funzionare

- Maria Melania Barone

Superbonus 110%, l’indagine rivela oltre 6 mila pratiche bloccate perché le banche non possono accettare ulteriori cessioni o non si fidano de sistema.

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Superbonus 110%, online sito ufficiale

Loro che sono riusciti a presentare tutte le domande per l’ottenimento dei bonus edilizi tra cui il superbonus 110%, è stato finalmente scoperto il vaso di Pandora infatti i cantieri di molti privati non sono mai partiti e non soltanto tra coloro che richiedevano il bonus per i lavori alle loro villette, ma anche per coloro che lo hanno chiesto in condominio.

Superbonus 110%: lavori bloccati

E così i ponteggi e le impalcature sono rimasti bloccati. Tra la mancanza di fiducia da parte delle imprese edilizie e blocco dovuto alla mancata collaborazione delle banche, le imprese edilizie sono più propense a dare lo sconto in fattura oppure la cessione del credito ai committenti plurimi, quindi i condomini. Ma non è lo stesso per coloro che abbiano commissionato lavori per le loro villette singole in questo caso infatti il lavoro per l’ottenimento dello sconto in fattura o della cessione del credito, è realmente più ampio rispetto alla capacità persuasiva del condomino.

Come sottolineato da investireoggi infatti, i committenti in difficoltà sono molto spesso privati, aziende senza liquidità e timore per la scadenza del superbonus 110% senza proroga.

Il vero problema sono le tempistiche di accettazione della cessione del credito in quanto le banche non rispondono entro i tempi previsti e molto spesso una banca non sa se, fronte di aver accettato la cessione del credito, possa rientrare dalle somme. In buona sostanza manca la fiducia verso il sistema.

Le cose non girano bene neanche per chi è in condominio, finché le banche non torneranno a sbloccare le cessioni multiple e quindi acconciature crediti di imposta agli intermediari, tutto resterà fermo.

Superbonus 110%: gli errori commessi a monte

Alcune banche hanno cominciato ad attuare l’adesione alla cessione del credito in formula ridotta, vale a dire di fronte a un credito di 110 venivano riconosciuti 102. Alcune banche poi hanno cominciato a scendere addirittura sotto questa cifra perché non sapevano quando sarebbero rientrata delle somme.

Ma se le banche non hanno più liquidità oppure hanno esaurito la propria tax capacity, tutte le pratiche si fermeranno di conseguenza. Ed è quello che è accaduto con il superbonus 110%. Nel 2023, almeno per i primi sei mesi, le banche potrebbero tornare ad avere liquidità e azzererebbero i bilanci, Questo potrebbe riaprire sicuramente il discorso del bonus 110%, ma non per sempre.

Probabilmente se il fondo fosse è stato concepito in maniera strutturata, si sarebbe evitato le ingolfamento delle pratiche delle piattaforme come quella dedicata alla cessione dei crediti. Invece stato concentrato in un solo triennio benché si fosse perso il primo anno in quanto non era presente la normativa.





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