ELEZIONI SUPPLETIVE ROMA, CONTE RIFIUTA SEGGIO PD/ “Grazie ma c’è da fare per il M5s”

- Niccolò Magnani

Elezioni Suppletive Camera, collegio Roma-1: Pd ha proposto seggio a Giuseppe Conte, ma il leader M5s rifiuta: “ringrazio Letta ma ho da fare per il Movimento”. Scontro con Renzi e Calenda

Conte e Letta
Giuseppe Conte (M5s) con Enrico Letta (Pd) (LaPresse)

Conte rifiuta la candidatura alle Elezioni Suppletive di Roma e lo fa con una conferenza stampa dalla Camera mentre presenta i Comitati Politici del M5s: il che è una doppia notizia. Primo: il leader dei 5Stelle per il momento tiene a “distanza” l’asse stretto con il Pd in vista delle prossime Elezioni. Secondo: i Dem avevano effettivamente proposto a Conte di divenire il loro candidato nel collegio Roma-1 storicamente feudo del Centrosinistra a guida Pd.

«Ho declinato la proposta di candidatura alle suppletive di Roma per il seggio alla Camera lasciato libero da Roberto Gualtieri», ha detto l’ex Premier da Montecitorio, «Ringrazio il Pd e Letta per la disponibilità e la lealtà nella proposta, ma dopo un nuovo supplemento di riflessione ho capito che in questa fase ho ancora molto da fare per il M5S. Non mi è possibile dedicarmi ad altro». Rispetto agli attacchi ricevuti da Matteo Renzi proprio in merito ad una eventuale candidatura col Pd alle prossime Suppletive di gennaio, Conte replica altrettanto duramente, «Quando vede certe uscite saccenti, sguaiate, che prefigurano più che un campo largo un campo di battaglia, ecco credo non ci sono gli atteggiamenti, i presupposti, per un campo largo». Infine Conte annuncia per il prossimo 9-10 dicembre il voto su piattaforma SkyVote per pronunciarsi circa la nomina dei 5 vicepresidenti e dei componenti dei comitati politici: «A pronunciarsi saranno migliaia di iscritti, la partecipazione è l’unico modo che conosciamo per condividere il progetto. Avremo un Movimento capace di agire come squadra. Mi piace sottolineare che le decisioni verranno deliberate da migliaia di iscritti, che contribuiranno a decidere al di fuori di caminetti e stanze segreti».

LETTA OFFRE A CONTE IL SEGGIO DELLE SUPPLETIVE A ROMA-1

Dopo giornate di retroscena e “rumors” in Parlamento, lo staff di Giuseppe Conte ha conferma che il Pd ha offerto al Presidente M5s la candidatura per le prossime Elezioni Suppletive alla Camera nel collegio Roma-1 (centro storico), seggio lasciato libero dal neo-sindaco di Roma Roberto Gualtieri (a sua volta subentrato nelle Suppletive del marzo 2021 al posto di Paolo Gentiloni) «Conte ci starebbe pensando, ma sarebbe più orientato per il no», fanno sapere dallo staff dell’ex Presidente del Consiglio.

Il collegio di Roma-1 – che comprende Celio, San Saba, Testaccio, Trastevere, Flaminio – è storicamente appannaggio del Partito Democratico e farebbe sicuramente clamore che per quel seggio possa ritrovarsi il leader di un altro partito, appoggiato dagli stessi Dem. L’operazione, pare voluta da Enrico Letta, mirerebbe a rafforzare l’alleanza Pd-M5s in vista del Quirinale portando in Parlamento lo stesso ex Premier come avvenuto nelle ultime Suppletive di Siena con il segretario Dem. Diversi retroscena sulla situazione attuale del Pd romano danno anche la sensazione che l’opzione Conte possa “risolvere” uno stallo interno sulla candidatura che tardava sempre più ad essere presentata (ricordiamo che il voto è previsto per il 16 gennaio 2021, negli stessi giorni del voto in Parlamento sul Quirinale).

RENZI E CALENDA SFIDANO PD-M5S: “PRONTI A CANDIDATURA AUTONOMA…”

Per nulla contrario all’idea il Governatore di Regione Lazio Nicola Zingaretti: «Conte candidato in questo collegio è un’opportunità da valutare: noi dobbiamo costruire un’alleanza che si prepara a vincere le elezioni». I dem romani volevano il nome di Gasbarra mentre Letta era più propenso sull’ex segretaria Cisl Annamaria Furlan, oppure la “zingarettiana” Cecilia D’Elia. Dallo “stallo” Conte potrebbe emergere come il nome che spariglia le carte, con il Presidente M5s che però potrebbe temere un risultato negativo nel “feudo” democratico che affosserebbe ancor di più i propositi di progetti d’alleanza nel “prossimo” Centrosinistra. Voto negativo che potrebbe anche consolidarsi visto lo scontro all’orizzonte tra l’area centrista e lo stesso Partito Democratico: «Perché il Pd ed Enrico Letta non hanno alcuna intenzione di trovare intese neanche in un collegio dove noi siamo la prima lista con il 31%. Da settimane chiedo un confronto senza pregiudiziali. Nessuna risposta. Quello che gli interessa sono sempre e solo i 5S. Peccato», così ha scritto su Twitter stamane il leader di Azione Carlo Calenda, pronto a candidarsi per il seggio delle Suppletive qualora il Pd schierasse Giuseppe Conte. Sentito poi dall’Huffington Post è lo stesso Calenda a confermare la ricostruzione: «I 5S hanno devastato Roma, paralizzandola per cinque anni e mortificandola in tutti i modi. Non esiste, ma proprio non esiste, cedergli un collegio dove hanno fatto uno scempio. Basta 5S». Da “Azione” ad “Italia Viva”, anche Matteo Renzi non le manda a dire a Pd e Movimento 5Stelle e nella sua ultima Enews annuncia «se nel collegio Roma 1 il Pd mette in campo una candidatura riformista, noi ci siamo. Se il Pd candida Conte, la candidatura riformista noi la troveremo in ogni caso ma non sarà Giuseppe Conte. Perché il Pd può fare quello che crede, ma regalare il seggio sicuro (a quel punto forse non più sicuro?) al premier del sovranismo, all’uomo che ha firmato i Decreti Salvini, all’avvocato che non vedeva differenza tra giustizialismo e garantismo significherebbe subalternità totale. È un seggio parlamentare, non è un banco a rotelle! Se davvero sarà Conte il candidato del Pd, ci attende una bellissima campagna elettorale nel collegio di Roma Centro». Contrario all’asse Pd-Conte anche PiùEuropa, con il segretario Benedetto Della Vedova che stronca l’ipotesi all’Adnkronos: «Innanzitutto è una decisione -sempre che sempre che sia una decisione – in cui non siamo stati coinvolti. Quando ci fu l’elezione a suo tempo di Gentiloni nel collegio di Roma 1, avvenne con un apporto significativo di Più Europa. Se questa fosse la decisione, la candidatura di Giuseppe Conte, sarebbe la conferma che il Pd è totalmente disinteressato ad un’interlocuzione con l’area liberal democratica ed europeista».



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