Teoria della Grande sostituzione, cos’è/ Origini francesi per lo schema complottista

- Mirko Bompiani

Viktor Orban ha rilanciato la teoria della Grande sostituzione, già citata tristemente dall’attentatore di Buffalo: ecco di cosa si tratta

teoria della grande sostituzione
Elezioni Ungheria, Viktor Orban chiude la campagna elettorale (LaPresse, 2022)

La teoria della Grande sostituzione sta invadendo l’Occidente secondo Viktor Orban, ma di cosa si tratta? La teoria complottista era già tornata di moda pochi giorni fa in seguito all’attentato terrorista di estrema destra registrato a Buffalo, negli Stati Uniti, ma ha delle origini francesi (probabilmente).

Ciò che è certo è che la teoria della Grande sostituzione ha preso campo negli ultimi decenni negli States, soprattutto negli ambienti di estrema destra, ma anche in Europa. Anche perché il termine trae origine dal libro “Le grand remplacement” dello scrittore Renaud Camus. Lo scrittore s’è detto convinto che ci sia un piano per islamizzare la Francia. Ma non solo: tutti i Paesi dell’Occidente correrebbero un pericolo simile. “La Grande Sostituzione è molto semplice. Ora c’è un popolo, e nello spazio di una generazione ce ne sarà un altro”, le parole dello scrittore.

COS’È LA TEORIA DELLA GRANDE SOSTITUZIONE

Secondo la teoria della Grande sostituzione, l’obiettivo sarebbe quello di sradicare la “razza bianca” per sostituirla con altre razze. Questo è esattamente quanto sostenuto da Payton S. Gendron, l’attentatore di Buffalo, nel manifesto di 180 pagine: si è detto certo del piano complottista per sostituire i bianchi con neri, latinos e immigrati musulmani. Anche Viktor Orban non è stato da meno, riporta il Corriere della Sera, queste le sue parole al parlamento ungherese dopo il trionfo alle elezioni parlamentari, un messaggio diretto all’Occidente: “Il vasto piano di scambio della popolazione occidentale, che cerca di sostituire i bambini cristiani non ancora nati con migranti; la follia del genere, che vede nell’uomo il creatore della propria identità sessuale; un programma di un’Europa liberale che trascende gli Stati-nazione e il cristianesimo”. La sostituzione etnica, dunque, al centro delle politiche dei partiti di estrema destra di tutta Europa: dal “genocidio” del popolo alla volontà di fondare il futuro dei Paesi sugli immigrati.







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