TERREMOTO FRANCIA/ L’esperta “cosi monitoriamo il pericolo radioattivo in Italia”

Forte scossa di terremoto nel sud della Francia che ha messo in allerta le centrali nucleari della regione

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Centrale nucleare

Paura ieri per la forte scossa di terremoto verificatasi nel sud est della Francia, nella regione dell’Aquitania, che confina con il nostro paese. Il sisma infatti è stato avvertito anche in Italia, nella zona fra Mentone e Ventimiglia in particolare. Una scossa di magnitudo 4.9 gradi della scala Richter che ha provocato alcuni crolli e anche dei feriti, anche se non sembra che nessuno sia in grave situazione. Quello che ha destato preoccupazione è però la presenza in questa zona di alcune centrali nucleari, quella di Cruas-Meyssee quella di Tricastin, quest’ultima già in passato aveva creato preoccupazione sempre per un forte sisma che aveva provocato la rottura di una diga. Si temeva che potesse essere colpita da inondazione. Secondo quanto comunicato dalle autorità francesi nelle centrali non si sarebbe verificato alcun danno: la comunicazione è stata trasmessa come da procedure internazionali ai nostri enti predisposti, ci ha spiegato la dottoressa Maria Teresa Cazzaniga, dirigente di Arpa Lombardia per il Settore Attività Produttive e Controlli. La centrale nucleare francese di Tricastin è situata nel dipartimento Rodano-Alpi, a circa ventisei chilometri dall’epicentro del sisma di oggi. La centrale è costituita da 4 reattori PWR da 915 MW ognuno che funzionano praticamente in esclusiva per il sito nucleare. Ci ha spiegato la dottoressa Cazzaniga che “ogni centrale nucleare ha le sue specifiche procedure di allarme, ovviamente noi non siamo in grado di sapere se è stata attivata qualcuna di esse, e nemmeno se la centrale fosse già ferma per manutenzione, come succede spesso”. Le centrali nucleari, ci ha detto ancora, hanno verifiche standard in termini di funzionalità, “però esiste una rete internazionale a livello europeo che mette subito in allarme se ci sono eventuali problematiche”.

MONITORAGGIO RADIAZIONI CONTINUO

Si tratta, ha aggiunto, “dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (detta anche AIEA o in inglese International Atomic Energy Agency – IAEA, ndr)  che coordina a livello europeo ogni segnalazione in modo da avviare le procedure di emergenza in situazioni sovranazionali. In sostanza vengono allertati i ministeri degli interni dei paesi interessati i quali a loro volta allertano la Protezione civile. Il punto di contatto a livello nazionale con questo sistema è l’agenzia nucleare di recente costituzione, l’Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione)”. In ogni momento, anche andando sul sito dell’Arpa, ci dice ancora, si possono verificare le condizioni di tutte le centrali nucleari non solo europee. “Non si sono mai verificate” spiega “situazioni di allarme in passato causate da centrali nucleari francesi che abbiano creato ripercussioni sul territorio italiano. Sul sito dell’Isin esiste anche una classificazione di tutti gli incidenti, da quelli più lievi che hanno impatti nulli o relativi solo all’interno della struttura, sino alle situazioni più gravi tipo Fukushima. La classificazione serve proprio a dare la misura degli interventi nelle aree circostanti alla centrale danneggiata,  ma anche sul lungo percorso tenendo conto della situazione meteorologica. E’ chiaro che se succede qualcosa in Francia non ce ne accorgiamo immediatamente, non è una cosa automatica”. La situazione è comunque ampiamente monitorata, conclude: “L’Arpa fa parte della rete di allerta a livello nazionale. A Milano esiste un monitoraggio continuo del livello di radiazioni a prescindere che si siano verificati incidenti o meno, così da avere il polso della situazione in modo approfondito e continuato”.



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