Terrorismo, figlio Sabbadin ucciso dai Pac/ “No accanimento ma verità, estradizione…”

- Emanuela Longo

Il figlio di Lino Sabbadin è intervenuto oggi all’indomani dell’udienza dopo l’arresto degli ex terroristi in Francia: “Nessun accanimento, chiedo solo verità e giustizia”

parigi
Immagine di repertorio (LaPresse)

Adriano Sabbadin, figlio del macellaio Lino Sabbadin, ucciso nel 1979 a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia dai Pac (membri del gruppo Proletari Armati per il Comunismo), è intervenuto oggi all’Adnkronos per un breve commento: “Nessun accanimento, chiedo solo verità e giustizia”. Queste le parole giunte all’indomani della prima udienza alla Corte d’Appello di Parigi e che ha visto imputati i nove ex terroristi rossi che hanno tutti rifiutato l’estradizione, tra cui anche Luigi Bergamin. E proprio in merito all’estradizione il figlio di Sabbadin ha aggiunto: “Sull’estradizione deciderà la magistratura e confido in una decisione equa”.

La scorsa settimana era giunta la notizia della cattura in Francia degli ex terroristi degli Anni di Piombo i quali si erano rifugiati all’estero. “Vorrei dire che gioisco, ma per il momento ammetto che sono soddisfatto. Era indispensabile assicurare questi terroristi alla giustizia”, così Adriano Sabbadin, figlio di Lino aveva commentato la notizia, come riferiva RaiNews, secondo i quale il termine “ex terroristi” non sarebbe stato del tutto corretto. “Lo sono tuttora”, aveva precisato, per poi rivolgersi direttamente a loro sostenendo: “devono finalmente assumersi le loro responsabilità”.

TERRORISMO, IL COMMENTO DEL FIGLIO DI SABBADIN UCCISO DAI PAC

Adriano Sabbadin sin dalla drammatica morte del padre si è sempre speso per l’arresto dei responsabili e del fiancheggiatori. “Era ed è un nostro diritto vederli pagare, secondo quanto la giustizia ha stabilito. Le nostre tragedie, infatti, continuano, sono ferite sanguinanti come se fossero accadute ieri”, aveva aggiunto. Oggi l’uomo ha anche voluto dire la sua sulle parole dell’ex brigatista Marina Petrella secondo la quale, come riporta Corriere della Sera, “le vittime per le quali siamo stati condannati sono state largamente risarcite da tutti i compagni che hanno fatto ergastoli”. In merito Sabbadin ha commentato all’Adnkronos: “Se questo sarebbe il risarcimento, mi spiace, ma non paga. Credo che scappare dalla realtà non sia umano; ognuno deve espiare le proprie colpe con dignità e onore e non scappare in altri Paesi nascondendosi sotto altre identità”. Quindi ha chiosato: “Aspetto che qualcuno veramente prenda una decisione di coscienza, altrimenti penso e credo solo a una giustizia divina. Solo Dio ci giudica”.



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