Tesla Model S si incendia: 45mila litri d’acqua per spegnerla/ E rischio fuga termica

- Silvana Palazzo

Tesla Model S si incendia in Usa e vengono usati 45mila litri d’acqua per spegnerla con 5 autobotti. Per i roghi di queste auto c’è anche il rischio di fuga termica

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Guidare un’auto elettrica è green finché non prende fuoco. Per spegnere una Tesla Model S sono serviti 45mila litri di acqua e cinque autobotti. Uno spreco incredibile di risorse idriche in un periodo in cui si cerca di proteggerle e preservarle. La vicenda risale ad alcuni giorni fa, quando nella contea di Clearfield, in Pennsylvania, quindi negli Stati Uniti, un’auto della casa automobilistica di Elon Musk ha preso fuoco dopo un urto con un detrito presente sulla strada. Anche questo è un aspetto che desta qualche preoccupazione, perché in questi casi non è sufficiente spegnere le fiamme, ma bisogna raffreddare costantemente le batterie. Quando il veicolo ha cominciato a emanare fumo, l’autista ha accostato subito e tutti e tre gli occupanti, anche il cane, sono usciti dal mezzo sani e salvi.

Il problema è sorto quando è arrivata sul posto la prima squadra di vigili del fuoco, perché ha capito che non si trattava di un incendio normale, quindi ha chiamato i rinforzi. Ebbene, ci sono volute due ore per riuscire a domare le fiamme della Tesla, ma soprattutto un grande quantitativo di acqua per raffreddare le batterie agli ioni di litio. Infatti, le cinque autobotti hanno calcolato che per spegnere le fiamme sulla Tesla Model S sono stati usati 45mila litri di acqua.

“IBRIDE” LE AUTO PIÙ A RISCHIO

Per rendere ulteriormente l’idea di quanto sia grandissimo tale consumo d’acqua, basti pensare che per spegnere il rogo di una vettura tradizionale servono meno di 2mila litri. Inoltre, è sufficiente spegnere le fiamme e rimuovere la carcassa, una volta raffreddata, con il carro attrezzi. Invece, quando il veicolo è elettrico, il rischio è che la batteria prenda nuovamente fuoco, quindi le fiamme possono riprendere dal nulla, anche a distanza di 22 ore, quando i resti sono in un deposito con altre auto o vicino ad un edificio, dunque si tratta di un rischio imprevedibile. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, ormai servono corsi di aggiornamento per il personale di pronto intervento, anche per la “fuga termica“. È una reazione incontrollata che può verificarsi nelle batterie agli ioni di litio dove, per un urto o un cortocircuito, si crea un accumulo di calore e pressione che innesca reazioni chimiche che alimentano le fiamme in maniera esponenziale. Il lavoro dei pompieri è reso pericoloso anche dalle grandi quantità di idrogeno infiammabile e altri gas tossici. Eppure, non sono i veicoli full electric a essere più soggetti a incendi. Stando ad un’indagine del National Transportation Safety Board e del Bureau of Transportation Statistics, nel 2021 in Usa ci sono stati solo 52 incendi di veicoli elettrici, 16.051 di veicoli ibridi e 199.533 di veicoli a combustione, che però si spiega con l’enorme diffusione di questi ultimi.







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