TH PARK DES DOLOMITES/ La nuova vita della struttura che ha ospitato futuri Re e Papi

- Alberto Beggiolini

L’Hotel Park Des Dolomites, tra Borca e San Vito di Cadore, è l’ultima tessera della collezione di TH Resorts, che ne vuole fare un vero family hotel

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L'Hotel Park Des Dolomites

TH Group sbarca in Cadore, alle porte di Cortina. E lo fa acquisendo la gestione di una struttura storica, piena di fascino e davvero unica per la sua architettura e per la vastità del parco naturale che la circonda. È l’Hotel Park Des Dolomites, tra Borca e San Vito di Cadore, che è diventato l’ultima tessera della collezione di TH Resorts, con un progetto importante anche in vista delle prossime Olimpiadi del 2026. “Sul TH Park des Dolomites – dice il presidente di TH Group, Graziano Debellini – abbiamo una visione chiara, in linea con la filosofia di accoglienza e ospitalità che da sempre il nostro gruppo sostiene: vogliamo che diventi il primo vero family hotel per il nostro gruppo ma anche per tutto il Nordest, un resort ancora più adatto ai gruppi, ai bambini, con servizi, animazioni, sport dedicati. La struttura interna di questo hotel e gli immensi spazi verdi esterni sono un grande punto di partenza”.

La lunga vita del Park Des Dolomites iniziò nei primi anni del secolo scorso: fu costruito dalla Compagnia Italiana Grandi Alberghi (la gloriosa CIGA fondata a Venezia nel 1906), che s’impegnò in una struttura di lusso, una sessantina di camere per una clientela di riferimento costituita prevalentemente da un’élite nobiliare e dell’alta borghesia. Qualche nome? Il principe Umberto di Savoia, Guglielmo Marconi, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse. Non esistevano i social media, ma evidentemente il passaparola tra pari censo funzionava… Con la Grande Guerra la struttura venne requisita dall’intendenza militare e subito adibita a ospedale di guerra. 

La prima ristrutturazione avvenne alla fine del conflitto, una rinfrescata in stile liberty, con le decorazioni del bolognese Ferruccio Scandellari che la riportarono alle origini, da vero hotel di lusso. Passò poco tempo e arrivò il fascismo: il Palace Hotel fu acquistato dalla Gioventù italiana del Littorio, visto che si adattava perfettamente alle attività formative e sportive estive. Nuova guerra e nuova trasformazione in ospedale d’emergenza. Riemerso tutto sommato indenne anche dal secondo conflitto mondiale, il Park Des Dolomites passò alla chiesa bellunese, quando l’allora vescovo di Belluno mons. Girolamo Bortignon (colui che nel ’47 scelse come vicario generale un giovanissimo Albino Luciani, divenuto poi Papa Giovanni Paolo I) ne ottenne l’utilizzo per le attività pastorali e lo subaffittò ai padri Cavanis di Venezia per le proprie scuole.

Bortignon da Belluno divenne, nel ’49, vescovo di Padova (morì a Sarmeola nel ’92). Nel 1954 la struttura venne acquistata dal seminario di Padova che vi realizzò un convitto e la residenza estiva per i seminaristi, il tutto sotto la protezione di san Pio X (studente nella città del Santo dal 1850 al 1858): il park divenne così il Dolomiti Pio X. Fino agli anni Sessanta qui si proseguì l’attività formativa, per poi tornare all’ospitalità, soprattutto l’accoglienza come centro turistico sociale. Anni di frequentazioni illustri, politici quali Aldo Moro, l’accademico Giuseppe Lazzati, futuri papi come mons. Pacelli futuro Pio XII, il cardinale Roncalli poi papa Giovanni XXIII, lo stesso don Albino Luciani futuro Giovanni Paolo I, e altri cardinali come Giovanni Urbani, Pietro Agagianian, Achille Silvestrini.

Il Park ha una struttura imponente, mitteleuropea, nella chiara pietra naturale di Dolomia, nella conca compresa tra due delle vette più belle delle Alpi orientali, il Pelmo (3168 metri) e l’Antelao (3263), a mille metri di quota e circa dieci chilometri da Cortina. Uno dei suoi punti di forza è il vastissimo parco naturale, più di 90 mila metri quadrati che ospitano anche un’area conosciuta come “Il regno di Thor”, una zona dedicata all’antica arte della falconeria. Ma nel bosco di abeti e larici secolari sono sistemati vari impianti sportivi ed un’area attrezzata con giochi per bambini, circondata da ampi viali e terrazze con splendide viste su tutta la valle del torrente Boite. 

Dopo l’ultima ristrutturazione del 2009 (fortemente voluta dall’allora vescovo di Padova Antonio Mattiazzo e curata dall’architetto cortinese Oreste De Lotto), il resort era salito a una capienza di 180 posti letto su 75 camere (doppie e family). Da oggi, con TH comincia una nuova vita.

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