Totò Cuffaro non aggredì Falcone/ Il video virale del ’91 è un fake: ecco perché

- Niccolò Magnani

Totò Cuffaro non attaccò in diretta Giovanni Falcone nel 1991: il video dal titolo “Cuffaro aggredisce Falcone” è dunque un fake, ecco perché

Cuffaro e Falcone
La puntata di "Samarcanda" con Totò Cuffaro e Giovanni Falcone (YouTube)

Non da oggi quando si parla delle note vicende politiche e giudiziarie dell’ex Presidente di Regione Sicilia Totò Cuffaro, al netto delle condanne ricevute, si solleva spesso il tema del suo presunto attacco in diretta tv nel 1991 al giudice eroe contro la mafia Giovanni Falcone. Ecco, quel video e soprattutto quel titolo “Cuffaro aggredisce Falcone” è un fake.

A spiegare nel dettaglio cosa avvenne davvero ci ha pensato sull’AGI il giornalista Paolo Borrometi (sotto scorta per le minacce di Cosa Nostra, ndr), riportando le sentenze che hanno ripristinato la verità storica del Tribunale di Palermo (Sentenza n. 1742/ 2013) e della Corte di Appello sempre di Palermo (Sentenza n. 1247/2021). In sostanza, il video relativo alla “staffetta” tv tra Samarcanda e Maurizio Costanzo Show del 26 settembre 1991 che mostrava l’intervento in platea di un “focoso” giovane politico siciliano, Cuffaro per l’appunto, non si trattava affatto di un attacco contro il futuro giudice assassinato da Totò Riina e dalla Mafia siciliana. Falcone in quella trasmissione viene sì attaccato da altri partecipanti alla “duplice” trasmissione condotta da Michele Santoro e Maurizio Costanzo ma per motivi legati al suo ruolo di Direttore degli Affari Penali del Ministero della Giustizia accettato all’epoca su richiesta del Guardasigilli Claudio Martelli.

CUFFARO-FALCONE: IL VIDEO IN RETE È UN “FAKE”: ECCO PERCHÈ

Un giovanissimo Totò Cuffaro, all’epoca semplice politico locale siciliano, interviene dalla platea con microfono e attacca a tutto spiano un giudice accusandolo di essere corrotto: ma non si tratta di Giovanni Falcone, bensì del giudice Taurisano che conduceva l’inchiesta nei confronti di Calogero Mannino (scaturita dalle dichiarazioni del sedicente pentito Rosario Spatola, la cui attendibilità «era stata confutata in precedenza durante un interrogatorio condotto da Paolo Borsellino il 16 settembre 1991», segnala Borrometi). Le cronache dell’epoca riportarono correttamente gli attacchi di Cuffaro contro il magistrato e il “pentito” ma fu qualche anno dopo che si diffuse il video della trasmissione con l’errato e fallace titolo “Cuffaro aggredisce Falcone”. In effetti quando parla l’ex Presidente siciliano sovente viene inquadrato il giudice “martire” dell’Antimafia ma questo non toglie che assimilare i suoi attacchi contro Falcone è opera tanto sbagliata quanto faziosa. Dopo che Cuffaro ha sporto denuncia per diffamazione contro chi in passato rilanciò quel video, i giudici conclusero – riporta l’AGI – che «l’attacco del Cuffaro non è diretto alla “magistratura” nel suo complesso, bensì a un singolo magistrato (si notino le espressioni: “un giudice corrotto… un magistrato”, sopra riportate), e più esattamente al giudice Taurisano, resosi artefice, secondo il Cuffaro, di indagini fondate su dichiarazioni non riscontrate di un pentito, la cui credibilità sarebbe stata in seguito sconfessata».







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