TRAPIANTO DI TESTICOLI TRA FRATELLI GEMELLI/ Ricevente potrà generare figli ma…

- Dario D'Angelo

Trapianto di testicoli tra fratelli gemelli: terzo intervento al mondo di questo tipo. Ricevente potrà avere figli, ma c’è una questione di natura etica…

Immagine di repertorio (Pixabay)
Sala operatoria, immagine di repertorio (Pixabay)

Un trapianto di testicoli tra fratelli gemelli consentirà ad un uomo di 36 anni, nato senza, di avere in futuro dei figli. Questa storia straordinaria arriva da Belgrado, Serbia, dov’è stato eseguito il terzo intervento di questo tipo al mondo: i primi due furono eseguiti 40 anni fa a St. Louis, anche in quel caso fra gemelli identici. Come riportato dal New York Times, un team internazionale di chirurghi ha portato a compimento un intervento molto delicato, durato 6 ore. Lo scopo dell’operazione era quello di assicurare al paziente una produzione di testosterone più stabile rispetto ai farmaci che si possono assumere quando si hanno problemi di questo tipo. Ma soprattutto provare a renderlo fertile e capace di generare figli, come ha spiegato Dicken Ko, chirurgo urologo e professore alla Tufts University School of Medicine di Boston, che ha preso parte all’intervento guidato da Miroslav Djordjevic, del Mount Sinai Hospital di New York e dell’Università di Belgrado.

TRAPIANTO DI TESTICOLI TRA FRATELLI GEMELLI

Oltre al dottor Ko, ad eseguire l’intervento è stato il dottor Bojovic: i due facevano entrambi parte dell’equipe che nel 2016 ha eseguito il primo trapianto di pene negli Stati Uniti su un uomo il cui organo riproduttivo era stato rimosso a causa di un tumore. Il trapianto di testicoli tra fratelli gemelli è riuscito: i due stanno bene ed entro pochi giorni saranno dimessi. Il ricevente ha già livelli di testosterone normale. Per quanto riguarda il donatore, già padre, dovrebbe comunque rimanere fertile, nonostante abbia rinunciato ad un testicolo per darlo al fratello. Dal momento che i due gemelli condividono lo stesso patrimonio genetico, il ricevente non rischia il rigetto e non dovrà assumere farmaci immunosoppressori come in genere devono fare i trapiantati, spiega Il Corriere della Sera. Per ora, in ogni caso, il 36enne ricevente non potrà generare figli nella maniera tradizionale: i chirurghi, infatti, sono riusciti a collegare tutti i vasi sanguigni, ma non la struttura che trasporta lo sperma ai testicoli. Questo perché il ricevente non disponeva del tessuto necessario per la connessione. Perché questa connessione avvenga sarà necessaria dunque una nuova operazione: se il ricevente vorrà avere figli prima di allora dovrà ricorrere alla fecondazione in vitro o usare lo sperma del suo fratello gemello. Di fianco a questa vicenda particolare si è già avviato un dibattito di natura etica più generale, afferente la sfera dei trapianti non salvavita e la possibilità che un giorno i riceventi generino figli con spermatozoi che in qualche modo derivano da un donatore. L’assenza di testicoli alla nascita è una condizione estremamente rara: i medici – scrive Il Corriere della Sera – sostengono che questo tipo di operazione potrebbe avere applicazioni più ampie per persone transgender, vittime di incidenti, soldati feriti in guerra e malati di cancro.



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