WINDJET/ L’esperto: la newco? Una mossa elettorale che danneggia i passeggeri

- int. Andrea Giuricin

Windjet potrebbe tornare a volare, grazie a una Newco nata dalle ceneri della vecchia compagnia aerea. Interverebbe anche la Regione Siciliana. Il commento di ANDREA GIURICIN

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foto Infophoto

Windjet potrebbe tornare a volare nei cieli della Sicilia, grazie a una Newco nata dalle ceneri della vecchia compagnia aerea. Il condizionale è d’obbligo dato che l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta per la ripresa dell’attiviàt da parte dell’azienda. Secondo i rumors che circolano in queste ore, la maggioranza del capitale sociale apparterrebbe ancora a Nino Pulvirenti, ma un ruolo decisivo dovrebbe essere giocato anche dalla Regione Siciliana attraverso Irfis-FinSicilia. Per Andrea Giuricin, fellow dell’Istituto Bruno Leoni ed esperto di trasporti, “l’intervento pubblico in un settore delicato come il trasporto aereo sarebbe soltanto una mossa elettorale in vista delle prossime consultazioni regionali. Se si fosse stato lasciato spazio al mercato per tempo, i voli non si sarebbero fermati nel cuore dell’estate e passeggeri e fornitori non rischierebbero di rimetterci le somme versate”.

In effetti, se l’attività dovesse ripartire, chi pagherà i debiti della vecchia Windjet?

Si parla della creazione di una Newco e dunque la nuova Windjet prenderebbe solo gli attivi, mentre tutti i debiti resterebbero in mano a quanti ci avevano investito in precedenza.

Di chi si tratta?

Innanzitutto dei viaggiatori rimasti a piedi quest’estate, cui non saranno rimborsati i biglietti. L’ammontare dei biglietti venduti per voli che poi sono stati soppressi è stato pari a 40 milioni di euro. A restare con il cerino in mano  anche i fornitori, cioè le piccole e medie imprese che avevano un credito nei confronti della vecchia Windjet.

Riusciranno a farsi risarcire in qualche modo?

L’ipotesi è che si vada verso un processo fallimentare nei confronti della vecchia compagnia. I nuovi asset, senza indire nessuna gara, saranno assegnati alla Newco. Quindi, invece di essere venduti con un’asta pubblica a un prezzo di mercato, per cercare di recuperare quanto è possibile e pagare i fornitori e gli altri creditori, saranno assegnati alla Regione Siciliana e a Nino Pulvirenti, che di certo non si è dimostrato un ottimo imprenditore aereo. Se la compagnia è stata costretta a chiudere per le difficoltà finanziarie, evidentemente c’erano dei problemi di gestione.

Per le associazioni dei consumatori, i viaggiatori devono essere rimborsati …

Se ciò avvenisse sarebbe l’ideale. Dobbiamo però anche ricordare che i viaggiatori sono gli ultimi dei creditori, e che prima vanno rimborsati tutti gli altri. Facendo una Newco, avverrà come con la vecchia Alitalia: ci sarà una bad company, le cui perdite non saranno mai recuperate. I viaggiatori quindi ci perderanno sicuramente.

Che cosa ne pensa dell’intervento di Regione Siciliana?

E’ evidente che ci si rifiuta di imparare dagli errori di Alitalia: siamo sempre al punto di partenza. Ancora una volta non si capisce che il compito di Stato e Regioni non è quello di fare gli imprenditori. A meno di non pensare che, visto che siamo sotto elezioni, la giunta potrebbe mettere in atto una manovra puramente elettorale. Una compagnia aerea regionale non è però di nessuna utilità. La Spagna non ha più grandi operatori aerei, la stessa British Airways ha dimensioni ridotte, ma riesce a raggiungere mercati molto sviluppati e a trasportare i passeggeri a basso prezzo. Dubito che la Regione Siciliana riuscirebbe a fare altrettanto bene.

 

Anche perché la Sicilia è in default.

 

Se anche fosse una Regione virtuosa e senza problemi finanziari, comunque sarebbe una decisione assurda. La Sicilia ha già dimostrato di non sapere gestire le sue aziende pubbliche, dubito fortemente che sia in grado di inserirsi nel trasporto aereo che è uno dei settori più difficili, considerato il numero di imprese che continuano a nascere e a fallire.

 

Qual è l’alternativa a un intervento pubblico?

 

Dal momento che i problemi erano noti da marzo, non bisognava portare avanti la crisi fino a metà estate, cioè il periodo in cui c’è il maggior numero di viaggiatori. Occorreva lasciare agire prima il mercato e rilasciare a Windjet la licenza provvisoria per problemi finanziari. In questo modo i clienti avrebbero saputo che la compagnia era in forte difficoltà, e i privati si sarebbero sicuramente sostituiti a Windjet nell’offrire nuove rotte.

 

Quali compagnie potevano farlo?

 

Alitalia è impegnata per potenziare la sua base di Catania, e la stessa Ryanair era interessata a entrare nel mercato siciliano, nel caso in cui ci fossero state le condizioni. L’intervento della Regione immetterebbe soldi pubblici facendo concorrenza agli altri vettori, e i risultati sarebbero pessimi.

 

Eppure la stessa Alitalia non si era comportata in modo responsabile, tirandosi indietro all’ultimo dall’acquisto di Windjet…

 

Da quello che si evince dai comunicati di Alitalia c’era il problema degli slot e il fatto che Windjet non metteva bene in chiaro quali fossero le condizioni finanziarie della compagnia. Diverse parti in gioco, in particolare i partiti e i sindacati, volevano che Windjet fosse salvata da Alitalia. L’allungamento dei tempi dunque è stato dovuto a questa volontà, che con il mercato non aveva nulla a che fare.

 

(Pietro Vernizzi)

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