WINDJET/ Ragnetti (Alitalia): impossibile riaprire la trattativa

- La Redazione

Duro il commento dell’amministratore delegato: il dossier non si potrà più riaprire. C’è attesa per l’incontro con Passera al Ministero dello Sviluppo Economico

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“Wind Jet è fallita o fallirà semplicemente per cattiva capacità gestionale”. È duro il commento con cui Andrea Ragnetti, amministratore delegato di Alitalia, ha respinto al mittente le accuse secondo cui Alitalia avrebbe cercato di far fallire scientemente la compagnia area WindJet, finita sull’orlo della bancarotta. Ragnetti ha poi aggiunto: “Con loro non c’é più nessuna possibilità di ricominciare alcun tipo di dialogo”. Così la difesa di Ragnetti entrando nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico dove oggi è previsto un incontro tra i vertici delle due compagnie e il ministro Corrado Passera”. “Soltanto un ingenuo”, ha spiegato, “può pensare che Alitalia abbia cercato scientemente di far fallire WindJet”. Alitalia, inoltre, per garantire voli speciali ai passeggeri rimasti a terra, spenderà circa 80 mila euro al giorno di costi non recuperabili. Per ora sono 6700 i passeggeri di WindJet riprotetti da Alitalia. Nella notte sono stati 19, di cui 4 dall’aeroporto di Fiumicino, i voli speciali operati da e per la Sicilia.

I motivi della rottura delle trattative con WindJet sono così descritti da Ragnetti: “Abbiamo trovato faticosamente, dopo settimane di lavoro durissimo per Alitalia, un accordo che però per l’ennesima volta WindJet non è riuscita a onorare. Saremmo disponibili, sulla base di quell’accordo, ad andare avanti, ma il problema è che questa è un’azienda che non esiste neanche più, non ha nemmeno gli aerei. Francamente con loro non credo ci sia più nessuna possibilità di riavviare alcun tipo di dialogo”. L’ad ha poi spiegato che ora la compagnia Alitalia parlerà con il ministro (Passera, ndr), anche se riaprire la discussione “sembra davvero molto difficile”.

Ragnetti ha poi insistito nella difesa del proprio operato: “Noi non abbiamo mai cambiato idea, ma niente di tutto ciò che avevamo richiesto si è avverato entro il 29 giugno. Faticosamente abbiamo trovato un nuovo accordo il 2 agosto, però non è stato rispettato neanche quello. A un certo punto la pazienza finisce”. Secondo l’ad di Alitalia, WindJet è “un’azienda ridotta molto molto male. Lo abbiamo scoperto nei mesi, al ritmo di una scoperta al giorno”. Adesso c’é solo “un avviamento commerciale e ci sono, spero, degli slot, anche se abbiamo scoperto che non tutti operano legalmente”.

Una lettera dei lavoratori di WindJet intanto esprime le scuse verso i viaggiatori: “Avremmo voluto darti il benvenuto a bordo, ma da giorni siamo costretti a terra. Ogni minuto di ritardo, ogni spesa imprevista, ogni pianto dei tuoi bambini e apprensione dei tuoi cari in attesa, sono per noi dolorosi più di quanto tu possa immaginare”, scrivono in una lettera aperta i dipendenti di WindJet ai passeggeri.

I lavoratori spiegano che “la compagnia non è fallita”, si dicono delusi dall’impossibilità di chiudere un accordo per integrare la società in Alitalia e criticano gli “iniqui sovrapprezzì dei biglietti per la riprotezione dei passeggeri su altre compagnie”.

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