MOTO/ Bianchi (Dueruote): il comparto soffre, ma guarirà prima dell’auto. E sul caso Ducati-Valentino Rossi…

- int. Luigi Bianchi

Mercato della due ruote a motori in crisi, vendite in calo del 20% rispetto a un anno fa. LUIGI BIANCHI spiega la situazione e fa ipotesi sul futuro di Valentino Rossi

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foto:Infophoto

Mentre il mercato della due ruote a motori, secondo i dati resi noti da Confindustria Ancma, registra una flessione notevole, con perdite pari al 20,4%, l’appassionato di moto si interroga ovviamente anche sul futuro di Valentino Rossi. Il nove volte campione del mondo, simbolo stesso della motocicletta, non sta passando infatti un periodo positivo, da tempo. Luigi Bianchi, direttore della rivista “Dueruote”, contattato da IlSussidiario.net, fa il punto sia sul mercato della moto che sul futuro di Valentino: “Rossi si è preso due settimane di tempo per meditare sull’offerta che gli ha fatto Yamaha. Non sarà una decisione facile perché andare alla casa giapponese o rimanere alla Ducati, sono entrambe opzioni che hanno elementi positivi e negativi”. Della crisi del mercato della due ruote, Bianchi dice invece che, al di là della crisi contingente, che attanaglia sia auto che moto, il futuro per quest’ultima è sicuramente più roseo.

Che novità ci sono rispetto all’impegno di Audi in Ducati, quindi per Valentino Rossi?

Quello che si sa è che Ducati ha fatto una proposta a Valentino di rinnovare il contratto per almeno due anni. Valentino si è preso quindici giorni per rispondere, perché ha sicuramente in ballo anche una proposta di Yamaha. Dunque è qualcosa che si chiarirà presto, verso la metà dell’estate.

Che prospettive ci possono essere? Qual è la sua idea sulla possibile decisione che prenderà Valentino?

E’ una situazione abbastanza complicata perché la decisione dipende sostanzialmente da lui, che crediamo stia aspettando delle garanzie sull’evoluzione tecnica di quella che sarà la moto Ducati del 2013.

Secondo lei, a questo punto della sua carriera, cosa farebbe bene a scegliere Valentino?

Bisognerebbe saperne un pochettino di più. Attualmente non è chiarissimo quanto gli ultimi risultati, obiettivamente negativi, siano dipesi da lui e quanto dalla Ducati. Entrambe le ipotesi future, inoltre, hanno elementi positivi e negativi. Yamaha è una certezza permanente in termini di qualità della moto, che implica, però, ritrovarsi in squadra uno come Lorenzo che attualmente è al massimo della forma. In Ducati sarebbe invece ancora lui a condurre le danze, anche se va capito bene cosa riescono a mettergli a disposizione. In conclusione direi che in questo momento la caratteristica della situazione è la fluidità e bisogna aspettare un attimo ancora prima di azzardare ipotesi definitive.

Valentino secondo lei ha comunque ancora da offrire dal punto di vista sportivo e agonistico?

Assolutamente sì. Il fatto che abbia avuto due anni complicati non significa abbia perso quelle caratteristiche che lo hanno reso vincente, con grande continuità. Che trovi una Yamaha in ordine o che ritrovi con la Ducati la strada giusta tornerà comunque a essere un protagonista.

Un commento sui dati negativi del mercato della moto: è la stessa crisi che colpisce il mercato dell’automobile?

La crisi colpisce entrambi i mercati, ma in modo diverso, con cause ed effetti diversi. Io credo che la crisi dell’auto sia più di tipo strutturale, perché avviene in un mondo che sta davvero cambiando. Il problema dell’auto è un problema di ingombro, soprattutto nelle grandi città e quindi diventa un problema abbastanza irrisolvibile.

Perché?

E’ un mercato tutto sommato anche abbastanza drogato e, pertanto, le vendite che abbiamo visto negli scorsi anni credo non le rivedremo mai più. Per le moto invece è un discorso diverso, molto più moderno e in sintonia con il mondo di oggi.

Ci spieghi.

Pensiamo al commuter urbano, pensiamo alla trasversalità che può rappresentare per le famiglie una due ruote a motori. Io credo che dalla crisi si uscirà prima. Nel momento in cui tornerà nei consumatori un minimo di fiducia, le moto torneranno a essere richieste, anche perché sono inserite in un mercato, come appunto quello del commuter urbano, dove tutti stanno investendo, quindi in forte evoluzione. Stanno arrivando i mezzi elettrici, si vedono molti nuovi prodotti interessanti proposti anche delle case auto, per cui è un mercato che, al di là della crisi contingente, potrà riservare sorprese e anche in tempi abbastanza brevi.

Il fatto che il 30% delle concessionarie di moto rischi di chiudere è un dato che secondo lei corrisponde alla realtà?

E’ un dato reale, perché una crisi di mercato che dura ormai da così tanto tempo e con una flessione di vendite così forte, che sostanzialmente ha dimezzato il fatturato rispetto a un anno fa, non può essere retta in eterno dalle concessionarie. Che hanno fatto tutti i numeri possibili per rimanere in piedi, dall’aspetto finanziario a quant’altro. Ma non si può tenere sotto controllo una situazione del genere a oltranza. Una bella fetta di concessionarie, pertanto, avrà sicuramente grossi problemi se non cambia la situazione in fretta.

La Piaggio registra, unica casa, un 32% di vendite in più.

Il fatto che Poste Italiane abbia deciso di incrementare l’acquisto delle due ruote è sicuramente positivo. E che lo abbia fatto con una casa italiana, cioè Piaggio, non può che farmi piacere. Non crea certo, tuttavia, una prospettiva di lungo periodo. Adesso va bene così e si tratta peraltro di prodotti ottimi, molto adatti a svolgere quell’utilizzo previsto da Poste Italiane.

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