Travaglio condannato: diffamò Casellati/ Fatto Quotidiano dovrà pagare 38mila euro

- Silvana Palazzo

Marco Travaglio condannato per diffamazione ai danni della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati: il Fatto Quotidiano dovrà pagare 38mila euro per risarcimento e spese

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Marco Travaglio, direttore Il Fatto Quotidiano (LaPresse, 2019)

Marco Travaglio è stato condannato per diffamazione ai danni di Maria Elisabetta Alberti Casellati. La società editrice del Fatto Quotidiano dovrà versare più di 38mila e 200 euro per cinque articoli alla presidente del Senato. Oltre al direttore, sono stati puniti due giornalisti del quotidiano. Si tratta di Carlo Tecce, che nel frattempo è passato a L’Espresso, e Ilaria Proietti. «Ho vinto la causa di diffamazione contro i giornalisti del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, Ilaria Proietti e Carlo Tecce», ha dichiarato la Casellati in una nota. Nello specifico, all’esponente di Forza Italia andranno 25mila euro a titolo di risarcimento danni. Ma c’è poi la riparazione pecuniaria. Quindi, Travaglio e Proietti sono stati condannati a pagare 2mila euro ciascuno, Tecce invece mille euro.

Poi c’è il rimborso delle spese: 940,90 euro più 7mila e 254 euro di onorari, oltre a Iva, Cpa e 15% di rimborso spese generali. La condanna, inoltre, prevede la pubblicazione della sentenza sullo stesso Fatto Quotidiano, ma anche sul Corriere della Sera, Il Gazzettino e Il Mattino, «a cura e spese dei convenuti». Maria Elisabetta Alberti Casellati fu bersaglio di una campagna mediatica in cui fu coinvolta anche la figlia della seconda carica dello Stato, Ludovica.

GLI ATTACCHI DEL FATTO ALLA CASELLATI

I titoli degli articoli incriminati sono eloquenti. C’è “Le marchette di Mamma Casellati alla figlia Ludovica” del 17 novembre 2019. Invece il 20 giugno 2020 fu pubblicato l’articolo dal titolo “Bestemmie & cazziatoni. È Casellati show al Senato“. Risale all’11 dicembre 2019 invece quello dal titolo “Elisabetta Casellati cuore di mamma (e di megavitalizio)“. C’è poi l’editoriale di Marco Travaglio del 10 dicembre 2019, intitolato “La lettera minatoria“. Si trattava di una lettera in cui si informavano i giornalisti della procedura di mediazione nei loro confronti. Infine, un altro pezzo, di due giorni dopo, sulle presunte minacce della Casellati. Quest’ultima era accusata di maltrattare in Aula «chiunque le capitasse a tiro», di aver fatto i «capricci» in aereo e di incassare un «megavitalizio». Era stata presa di mira anche per una foto con un’amica stilista e col figlio dell’amica, che era stato condannato per palpeggianti. Infine, per il suo doppio cognome le era stato dato il nomignolo di Casellati Mazzanti Vien dal Mare, facendo il verso alla Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare di Fantozzi, senza dimenticare il soprannome Lady Casta.







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