Travaglio vs Salvini/ “Ormai è passato di moda: è solo un cazzaro gonfiato dai media”

- Carmine Massimo Balsamo

Dalla crisi in Ucraina alla politica interna, Marco Travaglio a Di Martedì: “Bisogna scendere dal mondo dei sogni e chiedersi…”

marco travaglio
(La7)

“E’ nobile continuare a dire che la Russia non deve vincere, ma ad un certo punto bisogna scendere dal mondo dei sogni e chiedersi come si fa se Putin continua a vincere”: così ha esordito Marco Travaglio ai microfoni di Di Martedì.

Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha fatto il punto della situazione sulla crisi in Ucraina e ha evidenziato. “Sta succedendo l’opposto di quello che ci ha raccontato la nostra propaganda, e quindi bisogna cambiare registro per evitare agli ucraini ulteriori mattanze – l’analisi di Marco Travaglio – Bisogna farei conti con la realtà, ma non lo dico solo io: è un dibattito che coinvolge persone come Kissinger, il New York Times, le cancellerie, lo stesso Zelensky si sta chiedendo se siano più importanti i territori o le vite umane”.

TRAVAGLIO CONTRO SALVINI: “UN CAZZARO GONFIATO DAI MEDIA”

Marco Travaglio è poi passato alla politic interna, a partire da Matteo Salvini e dal possibile viaggio in Russia: “Ne ha fatte di peggio, anche perché non ci è riuscito ad andare in Russia. Lo consociamo: ero così felice che non fosse vicepremier e ministro dell’Interno, che non ho capito per quale motivo ci fu questa spinta per portarci al governo dei migliori, che ha prodotto il ritorno di Salvini e Berlusconi nella maggioranza”. “Chi ha voluto lui e Berlusconi al governo, adesso se li ciucci…”, ha aggiunto Marco Travaglio, per poi rincarare la dose nei confronti del leader delle Lega: “E’ lo stesso cazzaro di sempre. Sono fenomeni che vengono gonfiati dai media, da chi pensava di cavalcarli. Ora tutto quello che fa sembra sbagliato, ma sbagliava anche quando faceva la legittima difesa o il decreto sicurezza. Ora è passato, è il momento della Meloni”. Infine, una battuta sul futuro di Conte da leader M5s: “Conte non rischia niente alle amministrative perché non ha candidati. Si giocherà tutto alle elezioni politiche. A differenza del M5s ha mantenuto un consenso personale che non si trasferisce sul M5s perché il Movimento, in preda alla sindrome di Stoccolma, è entrato in un governo nato proprio con lo scopo di fare fuori il M5s”.







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