Trudeau, appalto Ong: pagò famiglia 587 milioni/ In Canada: “Inchiesta e dimissioni”

- Silvana Palazzo

Justin Trudeau nella bufera per appalto a Ong che pagò la sua famiglia 587 milioni di euro. In Canada ora opposizione chiede “inchiesta e dimissioni” per conflitto di interessi

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Justin Trudeau (laPresse)

Un’altra bufera travolge il primo ministro canadese Justin Trudeau. Stavolta è finito al centro di critiche e polemiche a causa di un importante appalto pubblico. Pare che sia stato concesso ad un’associazione di beneficenza che recentemente ha retribuito sua madre, il fratello e la moglie che hanno partecipato come oratori alle iniziative di raccolta fondi. Ora i conservatori, che si trovano all’opposizione, chiedono che venga avviata un’inchiesta giudiziaria per verificare se per la concessione di un contratto pubblico a “We Charity” per la gestione di circa un miliardo di dollari non si configuri un caso di frode. E parlano di conflitto di interessi. Invece gli indipendentisti del Quebec hanno chiesto le dimissioni di Trudeau. Il contratto in questione è stato revocato, ma la Ong ha ammesso di aver pagato circa 300mila dollari, che corrispondono a 181mila euro, alla madre, al fratello e alla moglie del primo ministro canadese. In particolare la madre Margaret ha ricevuto 250mila dollari per i discorsi pronunciati in 28 occasioni tra il 2016 e il 2020.

TRUDEAU, APPALTO A ONG: “INDAGARE SU CONFLITTO INTERESSI”

La vicenda ha i contorni poco chiari, ma si è aperto un vivace dibattito politico in Canada per il presunto conflitto di interessi che vedrebbe coinvolto il premier Justin Trudeau. Lui e la moglie Sophie Gregorie hanno spesso partecipato a eventi di beneficenza di We Charity, sul cui sito è peraltro ospitato un podcast della donna, ma senza retribuzione. Secondo The Bloc Quebecois, e riferito dall’agenzia Reuters, il premier dovrebbe ora autosospendersi fino a quando la vicenda non verrà chiarita. In un’intervista all’emittente tv Canadian Broadcasting Corp (CBC) il leader Yves-Francois Blanchet ha suggerito a Trudeau di «farsi da parte per qualche mese e lasciare le responsabilità al vice premier». La scorsa settimana un funzionario indipendente del Parlamento, commissario ai conflitti di interesse, aveva aperto un’indagine etica, ma ora l’opposizione spinge per quella penale. «È molto più serio di un conflitto d’interessi», ha affermato Pierre Poilievre, portavoce conservatore incaricato degli affari finanziari. Il commissario all’etica aveva peraltro già segnalato due infrazioni di Trudeau: nel 2017 per aver accettato una vacanza sull’isola privata dell’Aga Khan e l’anno scorso per aver provato a influenzare un processo nel caso Snc-Lavalin.

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