CRISI TURISMO/ I nuovi danni (senza ristori) rimandano la ripresa all’estate

- Alberto Beggiolini

Prosegue il momento difficile del turismo, a causa anche delle nuove restrizioni anti-Covid e della mancanza di conseguenti ristori

Cabina di regia PNRR
Mario Draghi (LaPresse)

Tutto in rosso il bilancio di fine anno per il turismo italiano, secondo Confcommercio, con una perdita di 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze rispetto al 2019 e 13 milioni in meno di viaggi degli italiani all’estero, solo per le vacanze tra Natale e l’Epifania. “Ma non è pensabile – dice Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – un’economia italiana senza il traino fondamentale del turismo”. “La situazione del turismo è in netto peggioramento – conferma anche Bernabò Bocca, presidente Federalberghi – e non solo nelle città d’arte.

Tra positivi, persone in isolamento fiduciario, paurosi, persone che si fanno il tampone e scoprono di essere positivi non c’è più nessuno in giro, è difficile trovare gente libera di muoversi… Qualcuno parte, ma tende ad andare in case di proprietà. Siamo il settore che soffre di più, negli ultimi giorni abbiamo assistito a un blocco delle prenotazioni e ora registriamo solo cancellazioni”. A Roma, ad esempio, il tasso di occupazione delle camere d’albergo è la metà di quello registrato nel 2019. Ma l’effetto Omicron colpisce anche le località montane, dove le disdette in molte località arrivano a toccare punte del 60%.

Secondo l’indagine realizzata da SWG per Confcommercio, nelle vacanze tra Natale, Capodanno ed Epifania, rispetto ai 25 milioni di partenze programmate dagli italiani appena pochi mesi fa, 5 milioni sono state già cancellate e 5,3 milioni modificate, con riduzione dei giorni di vacanza o scelta di una destinazione più vicina. E sette milioni di viaggi restano… in sospeso. Confcommercio sottolinea anche “la crescita esponenziale negli ultimi giorni delle disdette nella ristorazione e la drammatica situazione del settore dell’intrattenimento con la chiusura delle attività”. Meno turisti, dunque, e meno spesa, una congiuntura che sta rinviando ogni possibile ripresa del turismo alla prossima estate, quando però bisognerà anche censire le imprese che avranno saputo resistere e quelle che invece hanno alzato bandiera bianca. 

Anche Confcommercio, al pari di tutte le altre rappresentanze del settore turismo, chiede quindi la proroga della cassa integrazione concessa alle attività ferme causa Covid, in scadenza il 31 dicembre, almeno fino al mese di giugno (mancano due giorni, ma nella Legge di bilancio non ve n’è ancora traccia), la decontribuzione per il reinserimento lavorativo per il comparto del turismo organizzato, e indennizzi per le discoteche. Una mozione in questo senso, a dire il vero, è già stata presentata a Montecitorio dal capogruppo M5s alla Camera, Davide Crippa: “Bisogna intervenire subito con ristori e aiuti per il turismo in ginocchio per i pur comprensibili interventi per limitare i contagi”, ha detto. La mozione chiede “di estendere anche al 2022 le misure di ristoro e sostegno per le imprese che hanno riportato un calo considerevole del fatturato, così come è stato fatto nei primi mesi, prolungando la cassa integrazione e la tax credit ed esentando le strutture dal pagamento dell’Imu per il 2022”. Mancano davvero poche ore: il countdown è iniziato.

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