TURISMO/ Learning by doing, il modello “premiato” della Scuola italiana di ospitalità

- Alberto Beggiolini

La Scuola italiana di ospitalità, nata da un progetto di Cdp e TH Resorts, ha vinto il MHR Christmas Awards per la formazione

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Un momento della cerimonia di premiazione

“Nata da un progetto di Cassa depositi e prestiti e del gruppo TH Resorts con un percorso formativo di altissimo livello, la Fondazione Scuola italiana di ospitalità è la prima hotel school italiana che applica il modello ‘learning by doing’ (in pratica: imparare facendo, ndr) tipico delle grandi hotel-school internazionali”.

Questa la motivazione con cui la giuria di MHR (Media Hotel Radio, la web radio e tv italiana dedicata al settore hospitality e travel, al suo sesto anno d’attività), presieduta da Palmiro Noschese (hotelier & luxury hospitality developer fractional executive), ha assegnato quest’anno il Christmas award per la formazione alla SIO di Venezia. Evidente l’apprezzamento dei giurati (Giorgio Palmucci, presidente Enit; Onorio Rebecchini, cda Convention Bureau; Carmen Bizzarri, docente universitaria; Gennaro Esposito, chef; Antonio Del Piano, direttore Giornale del Turismo; Deborah Garlando ceo MHR) nell’evidenza che, nonostante un periodo difficile per il settore, sia a livello globale che a livello nazionale, ci siano stati investimenti in formazione per i talenti del futuro, ai quali è affidata la responsabilità di trasformare il settore, rendendolo più digitale, sostenibile e innovativo. La premiazione è avvenuta ieri, nel salone Ritz del St Regis di Roma.

La Scuola Italiana di Ospitalità è nata soprattutto dalla volontà di ridurre il gap tra i bisogni delle aziende del settore turistico e le competenze dei lavoratori. Tutto ciò mediante lo sviluppo di un modello vincente di formazione ispirato ai campus per l’alta formazione, in grado di integrare la formazione in aula con l’esperienza sul campo. Dunque una scuola dove gli studenti imparano lavorando a contatto con clienti e situazioni reali, sotto la guida di docenti e operatori del settore, con alternanza tra lezioni in aula e training on the job, per verificare in azione e in modo critico l’efficacia degli strumenti e dei modelli appresi in aula. Il tutto con il coinvolgimento attivo delle aziende nella progettazione di contenuti specialistici e innovativi, progetti field, laboratori didattici.

“In questo momento – ci dice Giulio Contini, direttore della SIO – stiamo ultimando i colloqui personalizzati con ognuno dei (finora) 38 studenti iscritti al corso di laurea in Hospitality innovation and e-Tourism, attivato a Ca’ Foscari, rilevando un altissimo tasso di soddisfazione e cercando di capire quali siano, alla fine del primo semestre, le aspettative accademiche e le aspirazioni professionali degli studenti, in modo da ‘reclutare’ le aziende più adatte tra le molte che ci hanno contattato, per gli stage curriculari che inizieranno la prossima estate e che saranno il primo momento di full immersion nel mondo del lavoro dei nostri studenti, che potranno iniziare ad applicare dal vivo quanto appreso nei primi mesi di studio”. “Contemporaneamente – aggiunge Contini -, prosegue l’erogazione del corso flex-executive in hotel management in collaborazione con Luiss Business School, che offre quest’anno due specializzazioni importanti, quella in enogastronomia e F&B, oltre a quella in Turismo Culturale, che si svolgeranno a Firenze nella sede locale di Cassa depositi e prestiti”.

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