TURISMO MONTAGNA/ Varallo: -25% di richieste senza aiuti, ora lo Stato dia incentivi

- int. Andy Varallo

Gli impianti a fune in Alta Badia sono ripartiti senza aiuti dello Stato, ma ora occorrerebbero almeno incentivi agli investimenti

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“Abbiamo due settimane di ritardo: abbiamo aperto tutto l’altro giorno. Ma siamo già abbastanza soddisfatti: le prenotazioni, grazie al cielo, non mancano, soprattutto per residence e case private. Rispetto alla normalità, siamo sotto solo del 25-30%. Abbiamo aspettato con ansia la riapertura delle frontiere e le disposizioni ministeriali: adesso è tutto a posto, e si riparte. Chiuderemo come sempre il 27 settembre. Speriamo bene, ma in valle c’è una bella sensazione”.

La voce ottimista, in mezzo a tanti, giustificati pianti è quella di Andy Varallo, il manager che porta avanti una tradizione di famiglia: dopo essersi laureato in economia aziendale è entrato nello Skicarosello Corvara Consorzio a fianco del nonno, Erich Kostner, un vero pioniere del turismo invernale e tra i fondatori del Dolomiti Superski. Marcello Varallo, padre di Andy, pluripremiato campione di sci, è stato oltre trent’anni alla guida della Coppa del Mondo in Alta Badia. Nel 2018 il testimone è passato ad Andy, ora Presidente della Alpine Ski World Cup Alta Badia, nonché presidente del Consorzio impianti a fune Alta Badia. Un’area che comprende i comuni di Corvara, Badia e La Valle, con 18 mila posti letto su 1400 strutture, 40% hotel e 60% extralberghiero.

Di quanti impianti si tratta, Varallo?

Sono 17, e la loro apertura è davvero fondamentale, sia per il turismo della zona, sia per non gravare sulla disoccupazione. Qui l’impiantistica non ha pesato per niente sullo Stato: non abbiamo messo nessun lavoratore in cassa integrazione in deroga, abbiamo solo fatto smaltire ferie arretrate. Nessun aiuto dal Governo. Solo le strutture ricettive sono state mallevate dal pagamento della rata Imu, ma stop (anche noi, degli impianti, gestiamo residence e hotel). Il 15 aprile i nostri dipendenti, dopo le ferie, sono rientrati già al lavoro, con lo smantellamento degli impianti e i cantieri in corso d’opera.

Quindi vi sentite autosufficienti? Non avete bisogno di nulla?

Piano: non vogliamo casse integrazioni, ma vorremmo tanto incentivi e sostegni agli investimenti, ma subito, perché nell’attesa del Recovery fund si rischia di diventare troppo vecchi… E solo con gli investimenti si può pensare seriamente al futuro. Noi ci crediamo, vorremmo che anche lo Stato facesse la sua parte. La Regione autonoma ha fatto il suo, per garantire maggiore liquidità alle imprese e sovvenzioni agli investimenti, mettendo in atto una burocrazia incredibilmente snellita e veloce, con un’impostazione tipicamente imprenditoriale.

Parlava di cantieri.

Sì. Per il 2020 avevamo già investimenti approvati per 90 milioni: a oggi 75 di quei milioni sono già usati appunto per i nuovi cantieri, che riguardano gli impianti di risalita, i sistemi di innevamento, i cannoni, la creazione degli invasi.

Tutto bene, ma focalizzato nella stagione invernale. E per l’estate?

Ci sono già tante novità in… pista, dall’intrattenimento per le famiglie ai percorsi per le bici. Inoltre, ci sono due nuovi collegamenti, con due seggiovie ad agganciamento automatico, tra La Villa e San Cassiano: si tratta non solo di un’attrazione turistica, ma di una concreta alternativa di trasporto, in grado di drenare flussi di traffico dalle strade. Gli inglesi hanno l’underground, noi abbiamo questa nostra “overground”, molto più affascinante, direi… Ma prevediamo, entro due anni, un’estensione tra Corvara e Colfosco. Alla fine, tra Corvara e La Villa basta solo una camminata, per il resto c’è la nostra overground.

Diceva delle numerose prenotazioni che continuano ad arrivare. Come se le spiega?

Beh, qui la sicurezza e la salubrità sono scontate: qui la natura è padrona, una risalita non dura più di pochi minuti, e quindi i distanziamenti sono assicurati. Abbiamo istituito un comitato-Covid che verifica il rispetto di tutti i protocolli messi in atto; abbiamo coperto i nostri dipendenti con un’assicurazione gratuita; abbiamo anche testato sierologicamente tutto il personale, che abbiamo costantemente formato. Perché l’Italia è sempre attenta nella cura del cliente, ma a volte difetta in adeguamento anche tecnologico. Ecco perché giudico importante l’iniziativa della nuova Scuola di ospitalità del Lido di Venezia, nata per volontà di Cdp e ThResorts con l’Università Ca’ Foscari: è un grande passo avanti, per garantire all’ospite il suo bagaglio di ricordi ed emozioni.

Un punto forte del comprensorio è lo sport, tra hiking, parapendio, bike. È la base di Movimënt, nato nel 2012 per lo sviluppo del turismo invernale, ma che oggi comprende varie aree, sia estive che invernali, per il divertimento e le attività in quota. E la Coppa del mondo?

La scorsa edizione per noi è andata bene, per entrambe le gare, che qui si sono tenute domenica 22 e lunedì 23 dicembre, sulla mitica Gran Risa di La Villa: nessuna sospensione, al contrario di quello che è successo altrove. C’è stato anche un brivido. Il giovedì, a pista pronta, è arrivata una nevicata incredibile. Panico. Ma è arrivata una telefonata dal responsabile della pista di slalom di Kitzbuhel, la gara più importante del “circo bianco”, che era a San Vigilio con tutto il suo team. In pratica, sono arrivati tutti da noi, per aiutarci, e il venerdì mattina la pista era nuovamente fresata e pronta, grazie al lavoro di 800 persone mobilitate per l’evento, con 250 solo in pista, e l’aiuto fondamentale dei 30 specialisti di Kitzbuhel.

(Alberto Beggiolini)

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