TWA Hotel a New York/ L’ex terminal dell’aeroporto JFK è ora un resort stile Anni ’60

TWA Hotel a New York: l’ex terminal della Trans World Airlines nell’aeroporto JFK, realizzato dall’architetto Eero Saarine, è ora un resort trendy stile Anni ’60 tra futuro e vintage

TWA Hotel a New York
TWA Hotel a New York (Web, 2019)

Il TWA Hotel a New York è stato inaugurato da poco e già rappresenta nel settore degli alberghi di lusso una tappa irrinunciabile per gli amanti non solo del design e delle strutture stravaganti ma pure per coloro che desiderano fare un salto indietro nel tempo di quasi cinquant’anni e tornare a respirare quella che era l’atmosfera dei Sixties in America. È ubicato infatti in quello che un tempo è stato uno dei terminal dell’Aeroporto Internazionale JFK (John Fitzgerald Kennedy) nel distretto del Queens della “Grande Mela” un hotel davvero originale e che si fregia del marchio della TWA, vale a dire la Trans World Airlines, una delle principali compagnie aeree statunitensi e che un tempo faceva parte del novero delle cosiddette “Big Four”, dato che sorge proprio all’interno del White Flight Center che era il terminal della TWA presso questo scalo. L’idea di trasformare lo storico terminal in un hotel non solo ha portato alla realizzazione di un hotel in cui tradizione ed elementi futuristici vanno a braccetto ma è servito pure a scongiurare il pericolo che l’area della TWA fosse rara al suolo.

IL TWA HOTEL A NEW YORK

L’apertura del TWA Hotel è stata preceduta negli ultimi mesi da un battage pubblicitario che ha suscitato molto entusiasmo, tra anteprime del progetto e foto degli interni delle camere e degli spazi comuni di questo albergo all’avanguardia. La sua storia è nota: il terminal della TWA è stato per anni un vero e proprio simbolo di un’America che oggi non c’è più; progettato dall’architetto e designer finlandese, ma naturalizzato americano, Eero Saarinen, la struttura fu completata postuma nel 1962 e da allora è diventata celebre in tutto il mondo perché le sue forme e linee restituivano ai presenti proprio un’idea di volo, con Saarinen che cercò di venire incontro ai desiderata della compagnia aerea di dare vita a un terminal che fosse anche un monumento celebrativo per la stessa Trans World Airlines o, come qualcuno lo definì, una “vera e propria cattedrale dell’aviazione”. Rimasto inutilizzato dal 2001, dal momento che si dovettero scegliere altre sedi per sostenere un flusso di passeggeri che si faceva sempre più imponente, il terminal TWA oggi è tornato a nuova vita grazie a un investimento di oltre 300 milioni di dollari, rinverdendo i fasti di una struttura che non solo prova a far rivivere la filosofia del suo designer ma è diventata in poco tempo già di culto e metà dei più facoltosi turisti alla ricerca di mete trendy e, in questo caso, in cui alla vacanza chic si unisce la passione per l’architettura.

L’EX TERMINAL, TRA LUSSO E RICHIAMI AGLI ANNI ’60

Dopo la sua riconversione ad albergo di lusso, il TWA Hotel a New York offre ai suoi ospiti 512 camere, tutte con arredi Knoll e chiaramente ispirata alle atmosfere hollywoodiane, mentre lo spirito che si respira nella hall e nelle aree comuni è quella dell’America degli Anni Sessanta e che un po’ strizza l’occhio alla serie tv di successo “Mad Men”, ambientata proprio in quel periodo storico. “I nostri ospiti devono trovarsi immersi nell’atmosfera del 1962, accolti da un servizio a cinque stelle e rendendo allo stesso tempo omaggio a un capitolo fondamentale della storia degli Stati Uniti” aveva detto prima dell’opening ufficiale Tyler Morse, uno dei principali sviluppatori del nuovo progetto che in totale ha avuto una gestazione di quasi 16 anni. Tuttavia in questa sorta di tutto nel passato non mancano pure tocchi quasi futuristi ed elementi che rimandano alle attuali tecnologie, ma pure alla cosiddetta “Jet Age” (l’epopea mitica dei primi velivoli a turbina): e dopo l’inaugurazione dello scorso maggio è da questo autunno che il TWA Hotel aprirà ufficialmente i battenti mettendo a disposizione dei suoi ospiti ben sei ristoranti e otto bar, senza contare i vari outlet e negozi, un centro fitness, una sala da ballo, un “rooftop” di quasi 10mila metri quadri e chef stellati a disposizione della clientela come nel Paris Café gestito da Jean-Georges Vongerichten. Infine i prezzi, l’unica nota dolente: il pernottamento in una delle camera ha dei prezzi che si aggirano attorno ai 215 dollari, escluse le tasse e le varie commissioni.

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