Ultime notizie/ Oggi ultim’ora Elezioni Serbia: Vucic verso vittoria, affluenza 45,5%

- Dario D'Angelo

Ultime notizie, ultim’ora oggi: Presidente Vucic verso la conferma nelle Elezioni Serbia 2020, affluenza oltre il 45% dopo rinvio voto per coronavirus

Elezioni Serbia, Vucic
Elezioni Serbia 2020, il presidente Alexander Vucic (LaPresse)

Il Presidente uscente Alexander Vucic è molto vicino a ri-vincere le Elezioni Politiche in Serbia dopo la contestata cancellazione del voto qualche mese fa (per motivi Covid) e una campagna elettorale con le opposizioni in aperta contestazione (e boicottaggio oggi alle urne) per i tempi minimi concessi dal Governo. Un ultimo sondaggio pochi giorni prima del voto dava Vucic, leader del partito del progresso serbo (Srs, conservatori) al 58,2% dei consensi, seguito a grande distanza dal Partito socialista (Sps) del ministro degli esteri Ivica Dacic, tra l’altro alleato di governo, accreditato del 12,5%. Alle ore 19 l’affluenza alle urne per le elezioni parlamentari in Serbia è stata del 45,5 per cento, spiega la Commissione elettorale di Belgrado nelle ultime notizie in arrivo sulle Elezioni serbe 2020. La data del 21 giugno è stata fissata dal presidente Vucic dopo il rinvio del voto inizialmente annunciato per il 26 aprile a causa dello scoppio della pandemia da coronavirus: Sns e Sps assieme ad altre quattro forze vicine all’opposizione potrebbero accedere al parlamento unicamerale, composto da 250 seggi e che viene eletto per quattro anni da 6,5 milioni di elettori. Tra questi, va ricordato, sono presenti anche 100 mila serbi del Kosovo, che hanno avuto a disposizione 90 seggi allestiti nelle loro municipalità controllati dagli osservatori dell’OSCE. (agg. di Niccolò Magnani)

STATI GENERALI CONTE: ULTIMA GIORNATA

Ultime notizie: quando gli Stati Generali sono giunti all’ultima giornata, il premier Giuseppe Conte annuncia un confronto a breve con le opposizioni. Il presidente del Consiglio apre dunque al dialogo, ma dal centrodestra vengono piazzati diversi paletti. Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia si è detta disponibile al confronto anche se “solo per smascherare il bluff del governo” e a patto che vengano discusse “le proposte di buon senso che abbiamo presentato al decreto rilancio e che anche stavolta la maggioranza sta bocciando a raffica”. Segnali di apertura solo parziali dalla Lega: “Se ci invitano nelle sedi istituzionali e non nelle ville per fare passerelle”, dicono fonti del Carroccio. Più dialogante Silvio Berlusconi, ma non per questo disposto a tollerare prese in giro: “Non basta l’ascolto puramente formale senza tener conto delle nostre indicazioni, è un comportamento del tutto inadeguato”, ha dichiarato il leader di Forza Italia.

ULTIME NOTIZIE: SMART WORKING, PROROGHE PER STATALI OLTRE 31 LUGLIO

Smart working: proroghe in arrivo per estendere il limite del 31 luglio. Se in un primo momento la fine del mese di luglio era stata indicata come data ultima per fare ricorso al lavoro agile, adesso è la ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, intervistata da TgCom24 a spiegare che “sì, le proroghe le prevediamo, per poi arrivare a regime a garantirlo per il 30% del personale, ove sia compatibile con il tipo di mansione che si svolge”. È necessario “provare ad entrare nell’ottica di una nuova modalità che si basa sul risultato e non tanto sulla presenza fisica” ha detto la ministra. “Oggi ci troviamo di fronte alla necessità di ripensare ad un’ottica organizzativa perché la P.a. deve essere lo slancio per far ripartire il paese. È la prima azienda del Paese e serve che i dipendenti riescano a produrre in tempi molto rapidi”.

ULTIME NOTIZIE GIULIO REGENI, EFFETTI PERSONALI IN MANO AD INQUIRENTI ITALIANI

Caso Giulio Regeni: consegnati agli inquirenti italiani gli effetti personali del ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. Si tratta di un gesto “simbolico” che risponde alla richiesta dei genitori di Regeni, Claudio e Paola, di recuperare gli oggetti del figlio ormai tre anni orsono. Gli uomini dell’Aisi hanno compiuto almeno un paio di viaggi in queste ore per recuperare gli effetti personali di Regeni, ma al momento sembra ancora lontana la reale collaborazione richiesta dal governo e dall’opinione pubblica italiani. Per capire le intenzioni del Cairo bisognerà attendere il primo luglio, quando avverrà – sebbene virtualmente – il primo incontro tra il procuratore di Roma e il nuovo procuratore generale egiziano. Le autorità del Cairo decideranno di assecondare le richieste messe nero su bianco nella rogatoria firmata dalla procura romana?

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