Uranio, prezzo supera 80 dollari dopo 15 anni/ Record di domande per centrali nucleari

- Valentina Simonetti

Il prezzo dellUranio Yellowcake è salito alle stelle dopo l'aumento delle domande globali per far fronte alla decarbonizzazione, raggiunti 80,25 dollari per la prima volta in 15 anni

uranio africa 640x300 Miniera di uranio in Africa

Il prezzo dell’Uranio varietà Yellowcake è salito a livelli che non erano mai stati raggiunti negli ultimi 15 anni. Solo 5 o 6 anni fa infatti era possibile acquistarne una libbra a 20 dollari, ora è arrivato a quota 80,25 con un aumento del 173%. Si tratta di un record, il più alto da febbraio 2008, toccato grazie all’aumento esponenziale della domanda internazionale, da parte dell’industria nucleare energetica, per far fronte al fabbisogno delle centrali.

Come sostiene l’analisi di Bloomberg infatti, la transizione energetica spingerà ancora di più nel prossimo periodo il prezzo e si attendono ulteriori impennate sul mercato. Le previsioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia infatti, sostengono che la richiesta sarà sempre più ampia, perchè dopo un periodo di grossa crisi di questa materia prima, ora con la necessità di decarbonizzazione e l’obiettivo net zero, si rende sempre più necessario il potenziamento delle centrali nucleari come fonte energetica alternativa a quelle rinnovabili.  Anche perchè con una eccessiva dipendenza da solare ed eolico, il prezzo dell’elettricità è aumentato.

Uranio, cresce la domanda per decarbonizzazione, il prezzo continuerà ad aumentare

L’uranio rappresenterà la nuova forma di investimento per accelerare la decarbonizzazione. In base alle stime sull’andamento di mercato, dopo il picco raggiunto nei giorni scorsi per la prima volta in 15 anni, ci sarà un continuo aumento per soddisfare la domanda crescente. Ma il prezzo in crescita è dovuto anche al fatto che la produzione e l’esportazione verso l’Europa si concentra ora prevalentemente dall’Australia, dal Kazakistan e dal Canada. Dopo che l‘industria russa è stata pesantemente sanzionata e costretta a ridurre le esportazioni. Nei 10 anni scorsi però il prezzo era calato drasticamente, specialmente in seguito all’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, che aveva riacceso l’attenzione internazionale sulla pericolosità potenziale di tali impianti.

E successivamente si era verificato un grande calo della domanda, tanto da portare alcuni paesi alla de-nuclearizzazione, come ad esempio la storica decisione della Germania. Tuttavia, l’obiettivo net zero per la riduzione delle emissioni impone forme di approvvigionamento alternative e come sostengono tutti gli analisti, non sarà possibile contare solo sulle energie rinnovabili, poichè nei paesi che stanno adottando questa soluzione, il prezzo dell’elettricità è salito a tal punto da rischiare di causare una crisi del settore industriale e una decrescita.





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