“Vaccini a malati oncologici? Possono stare a casa”/ Sindaco Avola “Io più a rischio”

- Silvana Palazzo

Giovanni Luca Cannata, sindaco di Avola: “Vaccini prima a malati oncologici? Possono stare a casa, io invece sono più a rischio. Cerchiamo di essere meno egoisti”

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Luca Cannata, sindaco di Avola

I sindaci devono rientrare nelle categorie a cui destinare i vaccini con priorità, in quanto a rischio, anche più dei malati oncologici, considerati per questo più fragili. Ne è convinto Giovanni Luca Cannata, sindaco di Avola, Comune in provincia di Siracusa. «Perché un malato oncologico è più a rischio di me? Lui può stare a casa ed evitare di avere contatti», ha dichiarato a RadioFmItalia. Il primo cittadino eletto con Fratelli d’Italia ne stava parlando a proposito della richiesta di Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, di vaccinare subito i deputati regionali. Dunque, la convinzione è che gli amministratori locali, avendo numerosi contatti quotidiani con la gente, sono più a rischio di un malato oncologico che, a detta di Cannata, se ne può stare a casa.

Il conduttore radiofonico ha provato a far ragionare il sindaco di Avola, ma questi ha tirato dritto: «Dobbiamo evitare di paragonare le istituzioni alle persone e ai cittadini che ovviamente hanno diritti, e che noi li tuteliamo, sono il primo che tutela il malato oncologico, ma se manca chi lo tutela come fa ad essere tutelato?».

“PRIORITÀ A MALATI ONCOLOGICI? NO EGOISMO”

Il conduttore aveva parlato di una «polemica di basso livello» in merito alle polemiche dei politici per la corsia preferenziale. «Quando sento la parola privilegiata mi vengono un po’ i nervi. Io l’ho trovata un po’ fuori luogo come richiesta. Credo che a questo punto siano molto più in pericolo le cassiere dei supermercati che un sindaco o un senatore che fa il proprio mestiere all’interno di un luogo dove sono super controllati e tamponati». Invece Giovanni Luca Cannata la pensa diversamente, quindi ha rivendicato la bontà della richiesta (come il sindaco di Corleone). «Dobbiamo cercare di ragionare. Riflettiamo insieme: il sindaco è il capo della Protezione civile di una città. Se c’è un problema, il primo che scende in campo sono io. L’ho fatto col terremoto e la sanità. Io sono il centro operativo comunale, sono l’autorità massima sanitaria locale e capo dei vigili urbani. I sindaci non devono essere vaccinati? È strana l’Italia». E allora il conduttore ha citato i malati oncologici e le persone con patologie pregresse: «Perché lui è più a rischio di me? Lui può stare a casa. Crediamo di essere meno egoisti in questa fase».



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