Vaccini spray covid “Ecco come agiscono”/ Riducono malattia e trasmissione del virus

- Davide Giancristofaro Alberti

A che punto siamo con i vaccini spray nasali e orali? Molti gli studi e i lavori in corso, ecco quelli più significativi e promettenti

germania covid vaccino 1 lapresse1280 640x300
Covid in Germania (LaPresse)

Da mesi ormai si parla della possibile introduzione di vaccini anti covid spray, che siano somministrati per bocca o per via nasale: a che punto siamo? La strada non è affatto breve, come si evince da un articolo dedicato all’argomento a firma Adnkronos, ma in ogni caso si sta lentamente progredendo per arrivare ad ottenere il prodotto finale. Al momento vi sono 8 vaccini nasali in fase di sviluppo clini e 3 in studi di fase 3. “E’ la vaccinazione più difficile, la modalità più complessa da mettere a punto. Ma quella che funzionerebbe meglio”, racconta all’Adnkronos Salute Mario Clerici, docente di immunologia dell’università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi. Secondo un recente studio pubblicato su ‘Science Translational Medicine’, i vaccini spray aiuterebbero ad alzare la barriera contro il contagio da covid, un vaccino che permetterebbe quindi di ridurre la malattia e nel contempo la trasmissione aerea.

“Idealmente un vaccino nasale – spiega l’esperta della Yale University, Akiko Iwasaki, la lavoro su questo tipo di vaccino – potrebbe entrare nello strato di muco all’interno del naso e aiutare l’organismo a produrre anticorpi che catturano il virus prima che abbia la possibilità di attaccarsi alle cellule delle persone. Catturando il virus proprio nel sito dell’infezione, gli anticorpi indotti dai vaccini nasali possono dare un vantaggio nella lotta” a Sars-CoV-2 “agendo prima che causi i sintomi”. Questi vaccini, aggiunge Iwasaki, “possono stabilire cellule B di memoria altamente protettive e cellule T di memoria”.

VACCINI SPRAY ANTI COVID: “SI PORTA IL COMPOSTO VACCINALE IN LOCO”

Altro studio in corso è quello di alcuni scienziati tedeschi e pubblicato sulla piattaforma BioRxiv, in cui si legge: “La robusta immunità suscitata era evidente in un’ampia gamma di parametri immunitari, da una rapida clearance virale a forti risposte umorali sistemiche e mucosali e al rapido richiamo di cellule T della memoria dal tessuto polmonare. I nostri risultati dimostrano che l’uso di vaccini vivi attenuati può offrire vantaggi rispetto ai vaccini Covid-19 disponibili, in particolare se applicati come richiamo”.

Mario Clerici conclude spiegando quale sia l’aspetto fondamentale di questi tipi di vaccini somministrati tramite spray nasale o orale: “Il virus entra attraverso le mucose respiratorie. Con un vaccino nasale si porta il composto vaccinale in loco e si stimola la produzione presenziale di anticorpi IgA. Che sono mucosali, tappezzano i tessuti delle alte vie respiratorie e impediscono al virus di entrare in contatto con essi. Dunque il virus non entra nell’organismo. Per fare un altro esempio, un’alta concentrazione di IgA vaginali protegge dall’infezione da Hiv a trasmissione eterosessuale”.





© RIPRODUZIONE RISERVATA