Vaccino AstraZeneca, quanto è efficace/ Vantaggi su Pfizer: costo, conservazione e…

- Niccolò Magnani

Vaccino AstraZeneca-Oxford-Pomezia efficacia al 70% di media (con una delle 2 sperimentazioni raggiungono il 90%). I risultati e i vantaggi rispetto a Pfizer: costo, conservazione e…

vaccino covid astrazeneca
(LaPresse)

«Le notizie provenienti da Oxford sul vaccino anticovid sono incoraggianti. Nel progetto sono coinvolte importanti realtà italiane come l’Irbm di Pomezia e la Catalent di Anagni. Serve ancora tanta prudenza, ma sarà la ricerca scientifica a portare l’umanità fuori da questa crisi», accoglie così la notizia sui risultati del vaccino AstraZeneca-Oxford-Pomezia il Ministro della Salute Roberto Speranza. Se da una prima occhiata alle percentuali di efficacia, il vaccino europeo sembra pagare dazio rispetto ai “colleghi” americani di Pfizer e Moderna, non sono in realtà pochi i punti a favore di questo nuovo vaccino anti-Covid in rampa di lancio. In primis, l’efficacia al 70% è una media – come spieghiamo nel dettaglio qui sotto – tra due diversi tipi di sperimentazione dello stesso vaccino: alla luce di questi risultati, spiega Andrew Pollard, capo ricercatore dell’Oxford Vaccine Trial a Oxford «Questi risultati mostrano che abbiamo un vaccino efficace che salverà molte vite. È interessante notare che abbiamo scoperto che uno dei nostri regimi di dosaggio può essere efficace intorno al 90% e se viene utilizzato questo regime di dosaggio più persone potrebbero essere vaccinate con la fornitura di vaccini pianificata» In secondo luogo, la tenuta importante dell’immunità tra gli anziani concede al vaccino europeo vantaggi immediati rispetto ai sopracitati farmaci Usa; non ci sono poi casi gravi registrati finora dopo l’assunzione del vaccino, anche qui elemento non da poco nell’ottica di sperimentazioni velocizzate nelle ultime settimane. Altri vantaggi riguardano poi il costo inferiore e la conservazione: come spiega AstraZeneca, «Il vaccino può essere conservato, trasportato e manipolato in condizioni refrigerate normali (2-8 °C) per almeno 6 mesi e somministrato all’interno delle strutture sanitarie esistenti».

BONACCINI: “TEST AL VIA IN EMILIA ROMAGNA”

In concomitanza con l’annuncio dell’efficacia al 70% del vaccino anti-Covid realizzato da Oxford-Astrazeneca-Irbm Pomezia, Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, annuncia via social l’intenzione di dare il via alla sperimentazione in due centri della Regione. “Due centri di eccellenza dell’Emilia-Romagna in prima linea nella sperimentazione del vaccino Oxford-AstraZeneca, una delle ricerche più avanzate contro il Coronavirus”, ha annunciato Bonaccini, come ripreso anche dall’agenzia di stampa Ansa. I test, ha spiegato il presidente dell’Emilia Romagna, prenderanno il via a dicembre e coinvolgeranno il Sant’Orsola di Bologna e l’azienda ospedaliera-universitaria di Modena. Il professor Pierluigi Viale, primario dell’Unità operativa di malattie infettive del Policlinico Sant’Orsola, all’Ansa ha precisato che a Bologna la sperimentazione del vaccino Oxford-AstraZeneca si farà su soggetti a rischio con l’arruolamento già dalla prossima settimana di 300 volontari tra operatori sanitari del Sant’Orsola e non solo: “Il primo target è quello di operatori sanitari a rischio, poi probabilmente anche operatori sanitari delle cra e delle strutture di lungodegenza. Saranno operatori senza una storia Covid accertata”, ha spiegato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NUOVI DATI SU EFFICACIA VACCINO ASTRAZENECA

Dopo il primo annuncio di Pfizer due settimane fa, la “corsa” al vaccino anti-Covid-19 si è fatta pressante e globale: e così prima “Moderna” e poi AstraZeneca-Oxford (il vaccino “europeo”) si sono susseguiti con annunci e dettagli delle ultime sperimentazioni. Ebbene, è notizia di oggi che il vaccino anti-Sars-CoV-2 realizzato da Oxford-Astrazeneca-Irbm Pomezia ha un’efficacia pari al 70%, dunque solo apparentemente inferiore ai “meri” annunci oltre il 90% di Pfizer e Moderna. La multinazionale farmaceutica che ha sviluppato tra le prime il vaccino – e che conta già un contratto con l’Unione Europea, Italia inclusa – fa sapere che vi sono due differenti tipologie di dosaggio che hanno dimostrato efficacia con un regime però migliore rispetto all’altro: «nessuna ospedalizzazione o caso severo di Covid-19 è stato registrato tra i partecipanti alla sperimentazione del vaccino AZD1222», nei test in Gran Bretagna e Brasile.

VACCINO ASTRAZENECA: GLI ULTIMI RISULTATI

I dati al momento in mano ad AstraZeneca riguardano 131 casi positivi al coronavirus e affrontati con i 2 tipi diversi di sperimentazione vaccinale: la prima riguarda mezza dose di vaccino iniziale e una dose piena dopo circa un mese, qui l’efficacia è schizzata al 90%. Di contro però, il secondo regime di vaccinazione – 2 dosi piene a distanza di un mese – è arrivato solo al 62% di efficacia: per questo il dato finale è una media ponderata attorno al 70%, mentre Pfizer annuncia il 95% e Moderna il 94,5%. Di contro però, sottolinea AstraZeneca, i punti di forza del vaccino europeo non sono minimi: maggiore facilità di conservazione e costo alquanto più economico rispetto ai due vaccini finora presenti negli Stati Uniti. «La semplice catena di distribuzione del vaccino e il nostro impegno senza scopo di lucro affinché ci sia un accesso ampio, equo e tempestivo», spiega l’ad di AstraZeneca Pascal Soriot, «significa che sarà conveniente e disponibile a livello globale, fornendo centinaia di milioni di dosi». La stessa società annuncia che saranno effettuate ulteriori analisi nelle prossime settimane per valutare al meglio tutte le sperimentazioni e giungere infine alla strutturazione finale del vaccino anti-Covid al massimo delle proprie caratteristiche. La capacità di produzione invece dovrebbe vedere oltre 3 miliardi di dosi in tutto il 2021, come annunciato da AstraZeneca nel suo vasto report diffuso oggi.



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