Vaccino Covid, rimborsi in caso di lesioni o infermità/ Fondo indennizzi da 150 mln

- Alessandro Nidi

Istituito un fondo indennizzi per chi ha subìto danni permanenti da vaccino non obbligatorio, fra cui anche quello contro il Covid

vaccino
Vaccini anti-Covid (LaPresse)

Nasce un fondo indennizzi per i vaccini non obbligatori, inclusi quelli contro il Covid: l’annuncio ufficiale deve ancora arrivare, ma l’anticipazione è assolutamente corretta e fondata sulla bozza del testo che ne sancirà l’istituzione a tutti gli effetti. Il via libera è pervenuto nel corso della giornata odierna e si configura come un’aggiunta alle legge numero 210 del 1992, che prevedeva e prevede ancor oggi indennizzi solo per le vaccinazioni obbligatorie. Adesso, è stata prevista una spesa complessiva pari a 150 milioni di euro e, soprattutto, è stata aperta la porta anche alle vaccinazioni non obbligatorie, sino a questo momento non prese in considerazione dal provvedimento.

In particolare, si legge nel documento, per “coloro che abbiano riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, a causa della vaccinazione anti-Covid sono previsti rimborsi“.

VACCINO COVID, ISTITUITO FONDO INDENNIZI PER VACCINAZIONI NON OBBLIGATORIE

Peraltro, recentemente, anche la Corte costituzionale, in due sentenze, aveva ricordato che per eventuali indennizzi non è legittimo fare differenze tra vaccino obbligatorio e vaccino raccomandato, come quello contro il Covid. La questione degli indennizzi era stata posta da parte di numerosi partiti della maggioranza.

In tempi non sospetti, su Altalex, l’avvocato Armando Cavaliere aveva dichiarato: “Può dunque dirsi che chiunque subisse danni dalla somministrazione del vaccino abbia diritto ad un indennizzo e, così, si auspica un imminente intervento del legislatore che vada nel senso dell’espresso riconoscimento di tale ristoro in favore di chi subisca pregiudizi da un vaccino non solo obbligatorio per legge ma anche fortemente raccomandato dall’autorità sanitaria – come è certamente quello attuale – senza un necessario nuovo intervento della Corte costituzionale. Si assumesse altrimenti lo Stato la responsabilità della (legittima, per l’autore) obbligatorietà del vaccino per Covid-19″.







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