Vaiolo delle scimmie/ Malattia rara che contagia anche l’uomo: sintomi e trasmissione

- Chiara Ferrara

Il vaiolo delle scimmie è una malattia diffusa tra gli uomini in Africa, ma si stanno registrano alcuni casi anche in Europa: sintomi e modalità di trasmissione

vaiolo delle scimmie
Vaiolo delle scimmie (Pixabay)

Il vaiolo delle scimmie (monxeypox) è una malattia rara, simile al vaiolo umano ma con sintomi meno gravi. A causarla è un virus denominato poxvirus, membro del gruppo degli Orthopoxvirus. Esso è capace di contagiare anche l’uomo. La sua diffusione si verifica in Africa sporadicamente e in occasionali epidemie. La maggior parte dei casi segnalati in questi anni si è registrata nella Repubblica Democratica del Congo. Dal 2016, però, casi confermati ci sono stati anche in Sierra Leone, Liberia, Repubblica Centrafricana e Nigeria, quest’ultima che ha subito la più grande epidemia recente. Un epidemia si è verificata nel 2003 inoltre negli Stati Uniti, a causa di roditori infetti importati come animali di compagnia. In questi mesi alcuni casi di contagio (circa 20) sono stati messi in luce invece in Europa, anche tra persone che non erano reduci da viaggi nel territorio africano.

L’infezione avviene da animale a uomo o da uomo a uomo. Le modalità sono per via orale, tramite contatto diretto con liquidi organici oppure attraverso oggetti contaminati. Va considerata però anche la trasmissione aerea: il virus, secondo alcuni recenti studi, può restare nell’aria in un aerosol fino a 90 ore, mantenendo l’infettività. Nonostante ciò è meno contagioso e pericoloso di quello del vaiolo umano.

Vaiolo delle scimmie: quali sono le manifestazioni e come si cura

I sintomi del vaiolo delle scimmie si manifestano a circa dieci o quindici giorni di distanza dal contagio. Una volta superato il periodo di incubazione appaiono febbre, cefalee e dolori muscolari, nonché evidenti eruzioni cutanee, dette pustole, soprattutto sul volto e sulle mani, che successivamente diventano croste e cadono. La malattia scompare spontaneamente dopo circa due o quattro settimane dalla sua comparsa.

Al momento non ci sono delle cure ben definite né tantomeno una vaccinazione. In passato il vaccino contro il vaiolo umano ha aiutato la popolazione ad arginare la trasmissione dei virus simili in tutto il mondo, mentre adesso che la soglia di protezione è calata il numero di casi sta nuovamente aumentando. Una situazione che comunque data la manifestazione lieve della malattia non preoccupa gli esperti.







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