VALENTINA SALAMONE/ Uccisa dall’amante Nicola Mancuso: “Gli disse che era incinta”

- Dario D'Angelo

Valentina Salamone: uccisa a 19 anni dall’amante Nicola Mancuso dopo avergli detto che aspettava un figlio da lui. (Amore Criminale)

valentina salamone quarto grado
Valentina Salamone, Quarto Grado

La tragica storia di Valentina Salamone sarà al centro della puntata di “Amore Criminale”, il programma condotto da Veronica Pivetti in onda oggi su Rai Tre. Sfortunata protagonista di questa vicenda è una ragazza di 19 anni, impiccata dall’amante, Nicola Mancuso, oltre dieci anni più grande di lei che, dopo averla uccisa, ha tentato di inscenarne il suicidio. I fatti risalgono all’estate del 2010: è il mese di luglio quando i due, che da tempo intrattengono una relazione dopo essersi conosciuti ad una festa tra amici, tornano ad incontrarsi nuovamente in un party. Quella per Valentina è l’occasione giusta per tentare di riconciliarsi con l’uomo di cui si è perdutamente innamorata: quel “Nino”, uomo sposato, padre di tre figli, per giunta pregiudicato, che ad Adrano, piccolo paese in provincia di Catania, è noto a tutti per essere affiliato all’omonima cosca Mancuso. Valentina, vittima dell’inesperienza dei suoi 19 anni, sogna un futuro insieme a Nicola, di strapparlo alla moglie Piera. Non sa che per l’amante quell’insistenza, quelle scenate di gelosia sempre più frequenti, stanno ormai diventando un fastidio che non è più intenzionato ad accettare.

VALENTINA SALAMONE: UCCISA DALL’AMANTE NICOLA MANCUSO

La goccia che fa traboccare il vaso è quella con cui Valentina Salamone instilla nella mente di Nicola Mancuso l’atroce dubbio – dal suo punto di vista – che davvero con la ragazza di 19 anni che si era scelto per amante non fosse più possibile tornare indietro, circoscrivere il tutto ad una relazione extraconiugale senza impegno. La giovane, infatti, alla festa gli comunica di essere incinta: è a quel punto che Nicola Mancuso aggredisce Valentina e le stringe un cappio al collo con il chiaro intento di far pensare ad un suicidio, magari sfruttando i precedenti di una ragazza che in passato aveva dato qualche problema (tipico della sua età) andando via di casa. Sono i genitori di Valentina, una volta ritrovato il cadavere, a non credere neanche per un attimo a quella ipotesi e a far effettuare delle indagini private sugli abiti indossati quella maledetta sera dalla ragazza. Saranno quelli ad incastrare Nicola Mancuso, condannato nel giugno 2019 dalla Corte d’Assise di Catania all’ergastolo per omicidio con le aggravanti degli abietti e futili motivi.

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