Valeria Bruni Tedeschi/ “Turba sempre il ses*o sul set, si supera con l’umorismo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Valeria Bruni Tedeschi racconta le scene di ses*o sul set: “Turbano sempre”

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Valeria Bruni Tedeschi sul set del nuovo film

Anche Valeria Bruni Tedeschi farà la sua presenza al 76esimo Festival di Venezia. La nota attrice italiana sfilerà sul red carpet per il film d’apertura delle Giornate degli autori, “Seules les betes” di Dominik Moll. “Cinque personaggi in cerca d’amore – le parole della stessa Bruni Tedeschi sul suo film, ai microfoni del Corriere della Sera – cinque intrecci imprevedibili”. Nella pellicola la nostra connazionale interpreta il ruolo di Evelyn, una moglie depressa che ritrova la passione con Marion, un’altra donna: “E’ la mia seconda love story gay – ricorda – la prima fu a teatro con “Le lacrime amare di Petra von Kant” di Fassbinder. Il regista pretendeva che le scene d’intimità accadessero davvero, anche se nel buio. Non è stato facile. E nemmeno sul set di Moll. Non per l’omosessualità in sé ma perché l’erotismo è difficile da esprimere. Uomo o donna, il turbamento è lo stesso”.

VALERIA BRUNI TEDESCHI E IL SES*O SUL SET

Il giornalista chiede quindi all’attrice come se ne esce da una scena così: “Con un po’ di umorismo – sottolinea la 54enne attrice torinese – la tensione è così forte che bisogna sdrammatizzare. L’idea che si tratta di lavoro non basta. Riderci su è il modo migliore per superare l’imbarazzo”. Nel film, Evelyn viene prima attratta da Marion per poi fuggire: “Credo che la paura vera sia quella di soffrire – commenta Valeria – Marion è giovane, per lei è un primo amore. Per Evelyn forse l’ultimo. La felicità a volte spaventa più dell’infelicità”. Una Valeria Bruni Tedeschi impegnatissima in questa fase della sua carriera, visto che dopo il Festival di Venezia si sposterà a Roma: “Mi aspetta il set di Leonardo Guerra Seragnoli, una versione moderna degli “Indifferenti” di Moravia. Un aggettivo oggi quanto mai attuale”. Infine un pensiero sull’amore, con la Bruni Tedeschi che ammette di preferire il reale e il quotidiano, al virtuale: “Ho bisogno della quotidianità, per questo non riesco a capire le relazioni su internet”.

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