“Variante Delta raddoppia rischio ricovero”/ Studio: “Un paziente su 50 in ospedale”

- Alessandro Nidi

La variante Delta raddoppia la possibilità di ricovero, soprattutto tra i non vaccinati: è il risultato di uno studio condotto nel Regno Unito

Coronavirus, ricercatori al lavoro in laboratorio Ricercatori al lavoro in laboratorio (Foto LaPresse)

La variante Delta del Coronavirus, che è ampiamente presente anche in Italia in questo periodo, con i suoi sintomi raddoppia il rischio di ricovero ospedaliero rispetto alla variante Alfa, anche nota come britannica. Lo conferma uno studio condotto in Gran Bretagna, capace di analizzare oltre 40mila casi confermati dal sequenziamento in Inghilterra tra il 29 marzo e il 23 maggio 2021. In particolare, l’indagine scientifica è stata effettuata da ricercatori della Public Health England e dell’Università di Cambridge e finanziata da UK Research and Innovation, Medical Research Council, Department of Health and Social Care del governo britannico e National Institute for Health Research.

Dai risultati ottenuti si è compreso che “la probabilità di aver bisogno di visite di emergenza o di ricovero ospedaliero era anche 1,5 volte maggiore per le persone infette dalla Delta rispetto a quelle colpite da Alfa”. Lo scrive l’agenzia Adnkronos, che segnala inoltre che le epidemie fondate su questa mutazione “possono portare a un onere maggiore sui servizi sanitari, in particolare nelle persone non vaccinate e in altre popolazioni vulnerabili”.

VARIANTE DELTA: LE STATISTICHE CHE PREOCCUPANO GLI ESPERTI

Gavi Dabrera, del National Infection Service, Public Health England (Phe), è uno degli autori principali dello studio e a margine di esso ha precisato che “la maggior parte dei casi inclusi nell’analisi erano non vaccinati. Sappiamo già che la vaccinazione offre un’eccellente protezione contro Delta e poiché questa variante rappresenta oltre il 98% dei casi di Covid nel Regno Unito, è fondamentale che coloro che non hanno ricevuto due dosi di vaccino lo facciano il prima possibile. È comunque importante, in caso di sintomi, rimanere a casa e fare un tampone il prima possibile”.

Come rivela la ricerca, le cui statistiche sono state riprese da Adnkronos, durante il periodo di studio ci sono stati in totale 34.656 casi della variante Alfa (80%) e 8.682 casi della Delta (20%). In ogni caso, la proporzione di casi Delta “è andata crescendo, fino ad arrivare a pesare per circa i due terzi dei nuovi casi nella settimana a partire dal 17 maggio 2021, e segnando il sorpasso sull’Alfa in Inghilterra. Circa un paziente su 50 è stato ricoverato in ospedale entro 14 giorni dal primo test positivo (2,2% dei casi Alfa, 2,3% dei Delta)”. In base a questi riscontri numerici, è stato calcolato un rischio più che raddoppiato di ricovero con la variante Delta (2,26 volte più alto).





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