VARIANTE SUDAFRICANA/ “Fa paura perché racchiude tutte le varianti precedenti”

- int. Massimo Ciccozzi

Una nuova, pericolosa variante che include in sé le precedenti mutazioni della proteina Spike è stata individuata in Sudafrica ed è già arrivata in Belgio

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Test Covid in Sud Africa (LaPresse, 2021)

Sudafrica investito da una nuova, l’ennesima, variante del Covid, sviluppatasi nella zona del Gauteng, ma anche nel nord-ovest del paese. Non è la prima volta che succede in Sudafrica e secondo Massimo Ciccozziordinario di Statistica medica ed epidemiologia all’Università Campus Biomedico di Roma, il motivo è dovuto “allo scarso livello di vaccinazione raggiunto in quel paese, circa il 25% della popolazione, e la forte presenza di persone immunocompromesse a causa dell’Hiv, una vera e propria piaga in quell’angolo di Africa”. Su persone in queste condizioni, ci ha detto ancora, è più facile che un virus faccia infezione. A essere sicuramente fuori norma, aggiunge Ciccozzi, è l’alto numero di mutazioni della proteina Spike: “Si dice siano 32, quando normalmente se ne contano al massimo una decina”.

Al momento la variante sudafricana è sotto stretto studio, è possibile – come già si sta ventilando – sia talmente forte da rendere inutile la vaccinazione con gli attuali sieri in uso, tanto che Pfizer e BioNTech sarebbero già al lavoro per sviluppare un vaccino apposito per questa variante, cosa che però potrebbe richiedere circa 100 giorni, previa approvazione normativa: “Nel frattempo è necessario fermare ogni volo da e verso il Sudafrica”.

Secondo le prime informazioni relative a questa nuova variante, si conterebbero ben 32 mutazioni della proteina Spike. Normalmente quante se ne raggiungono in una variante?

Non sono mai superiori a sette, otto, a volte dieci. Una variante ha in sé molte mutazioni, che giungono da altre varianti. Quanto sta accadendo in Sudafrica probabilmente è dovuto allo scarso livello di vaccinazioni, credo abbiano raggiunto un tasso di vaccinati pari solo al 24% dell’intera popolazione. In più sono presenti diverse sacche endemiche. C’è un 20% di prevalenza di immunocompromessi perché Hiv positivi e in una persona immunocompromessa, se viene infettata, la trasmissione del virus è molto più rapida e anche sottoposta a più mutazioni.

E’ ancora presto per avere informazioni più precise?

Assolutamente sì, possiamo solo avanzare delle ipotesi sulla base delle varianti che sappiamo hanno queste mutazioni. La variante Delta si è dimostrata particolarmente contagiosa, speriamo che questa non lo sia ancor di più.

Si dice anche che sia in grado di rendere inefficaci gli attuali vaccini. Si richiede alle aziende produttrici di produrre nuove versioni aggiornate?

Questo lo avrebbero dovuto prevedere anche per la variante Delta, anche se in realtà non è stato fatto, perché comunque i vaccini si sono dimostrati efficaci. Questa nuova variante fa paura, perché racchiude tutte le altre mutazioni che abbiamo visto nelle altre varianti e questo potrebbe far diminuire l’efficacia dei vaccini e degli anticorpi, Però siamo ancora a livello di ipotesi.

Purtroppo c’è già un caso in Belgio. È la conferma che oggi il virus, con la globalizzazione, si sposta molto più velocemente?

Sì, è il solito problema. Obbligatorio sorvegliare preventivamente gli aeroporti e bloccare immediatamente i voli. Una volta tanto ci siamo mossi anticipo, altre volte lo abbiamo fatto in ritardo.

Sta di fatto che il Covid non si placa e continua a produrre varianti, è così?

Il motivo è sempre il tasso di vaccinazione: se è basso e se non cominciamo a ragionare di immunizzazione a livello globale, non verremo mai a capo di questa pandemia.

(Paolo Vites)

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