Vatican Cycling entra nell’Uci/ Vaticano, preti o suore in bici alle Olimpiadi 2024?

- Mauro Mantegazza

Vatican Cycling entra nell’Uci, la federazione internazionale di ciclismo: il Vaticano sogna la partecipazione alle Olimpiadi 2024 su impulso di Papa Francesco

Vatican Cycling
In bicicletta a piazza San Pietro

L’Uci, Unione ciclistica internazionale, ha dato il proprio benvenuto alla Vatican Cycling, la federazione ciclistica dello Stato della Città del Vaticano, che oltre tutto avrà l’onore di essere la 200esima affiliata alla federazione internazionale del ciclismo, che accogliendo al proprio interno la Vatican Cycling ha anticipato le federazioni internazionali di taekwondo e di atletica, gli altri due sport per i quali dal Vaticano hanno fatto domanda per essere affiliati agli enti internazionali. Il parere positivo da parte dell’Uci è un passo storico per il mondo dello sport. Il riconoscimento della Vatican Cycling, infatti, potrà permettere in futuro alla Città del Vaticano di partecipare ai Mondiali di ciclismo e anche ai Giochi Olimpici, naturalmente per quanto riguarda il ciclismo.

La sezione ciclistica è stata affidata da parte della Segreteria di Stato al Pontificio Consiglio della Cultura, assumendo la personalità giuridica canonica nella Città del Vaticano. Sin dall’annuncio della sua formazione, vi è grandissima curiosità per vedere la squadra all’opera. Naturalmente, come per qualsiasi federazione, il requisito è possedere la cittadinanza dello Stato che si rappresenta: convocabili in squadra saranno preti e suore se cittadini del Vaticano, così come tutti i cittadini, i dipendenti che prestano servizio in Vaticano e i loro familiari entro il primo grado di parentela. Nel censimento del 2019 gli abitanti della Città del Vaticano erano appena 825, naturalmente si tratterà di una presenza importante soprattutto dal punto di vista simbolico.

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La bicicletta d’altronde ha un forte legame con la fede: potremmo citare esempi storici di grande rilevanza come Gino Bartali, il grande campione degli anni Trenta e Quaranta e uomo di fede cristallina, che proprio in bicicletta con la “scusa” degli allenamenti trasportava i documenti falsi grazie ai quali furono salvati centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche altre biciclette iconiche della letteratura, del cinema e della televisione, come quelle di don Camillo e don Matteo. L’organo di informazione della Santa Sede ha infatti sottolineato che tra il mondo del ciclismo e quello della fede è da sempre esistito un “forte legame”.

L’obiettivo, nel ciclismo con Vatican Cycling ma anche in atletica, è quello di riuscire a centrare la qualificazione per i prossimi Giochi olimpici del 2024 a Parigi. Difficile dire se tale obiettivo verrà centrato o meno, certamente però Papa Francesco è un grande sostenitore dell’attenzione del Vaticano verso il mondo dello sport e, nello scorso mese di gennaio, il Santo Padre aveva rilasciato una intervista a La Gazzetta dello Sport in cui aveva definito lo sport come una occasione per “fare comunità” e per testimoniare “uno stile evangelico all’interno del mondo sportivo”.

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