L’APPELLO DI PACE PER LA SIRIA E LA STABILITÀ POLITICA: COSA HA DETTO PAPA FRANCESCO IN UDIENZA GENERALE DOPO LA CADUTA DI ASSAD
Al termine dell’Udienza Generale in Vaticano questa mattina, Papa Francesco ha rinnovato l’appello di pace per l’intero Medio Oriente, soffermandosi però sulla particolare situazione di tensione in corso in Siria: dopo la caduta di Assad e la presa di Damasco dei ribelli jihadisti di Al-Jawlani (HTS, ex Al Qaeda), crescono i timori per un’ulteriore instabilità nell’area già disastrata dalla guerra perenne fra Israele e alleati dell’Iran. A ridosso del Natale, dopo aver chiesto la scorsa domenica dell’Immacolata Concezione un cessate il fuoco duraturo a livello mondiale, Papa Francesco torna sulla situazione del popolo siriano invitando alla preghiera di tutti i cristiani per i fratelli presenti nel Paese ora in mano al Governo di transizione degli islamisti sunniti.
«Prego, per intercessione della Vergine Maria, che il popolo siriano possa vivere in pace e sicurezza nella sua amata terra»: la preghiera del Papa invita poi tutte le religioni presenti in Siria a camminare nel dialogo e nell’amicizia comune, tutto sempre al servizio del bene di quella e di tutte le altre nazioni da ormai troppi anni in guerra. Il Pontefice si augura ad auspica una urgente soluzione politica che possa mettere fine al teatro di scontri, guerre e violenze che hanno attraversato la recente storia della Siria: una soluzione politica e pragmatica che promuova in maniera responsabile «la stabilità e l’unità del Paese».
DAL VATICANO AI VESCOVI UE: LA PREGHIERA PER LA SIRIA E I TIMORI CHE RESTANO PER I CRISTIANI
Le parole di Papa Francesco nell’Udienza Generale (oggi dedicata al ciclico di catechesi sullo Spirito Santo e la Chiesa come “sposa” di Cristo) arrivano appena 24 ore dopo la forte preoccupazione manifestata a livello pubblico dal Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin: davanti ai comprensibili segnali di giubilo che arrivano dalle principali città siriane, da Aleppo a Damasco, il timore della Chiesa è che dietro alle promesse fatte in questi giorni dai ribelli jihadisti nei colloquii con i vescovi cattolici e ortodossi della Siria, vi possa essere un futuro con nuove spirali di violenze e persecuzioni.
«Preoccupa che il regime di Assad sia stato spazzato via in così poco tempo», ha detto il capo della diplomazia vaticana a margine di un evento di dialogo interreligioso in Università Cattolica di Milano, auspicando che il nuovo regime islamista possa essere veramente rispettoso delle libertà religiose e sociali di tutti. La preghiera per la Siria, con annessa speranza di una conclusione politica pacifica, vede dunque il Vaticano impegnato in prima linea nella difesa concreta delle più basiche libertà personali in un’area del mondo dove purtroppo nulla sembra più essere al riparo da sconvolgimenti anche repentini.
Al contempo, giunge da Bruxelles l’invito di pace e il pensiero rivolto alle comunità cristiane siriane per la Conferenza Episcopale Europea (la COMECE): come scrive nella lunga nota il presidente dei vescovi UE, mons. Mariana Crociata, la Chiesa occidentale si fa vicina ai fratelli della Siria dopo la caduta del regime sanguinario e l’arrivo di un nuovo Governo ricco di ex terroristi jihadisti. «Respingere il settarismo e l’estremismo», è l’invito rivolto al nuovo regime siriano dai vescovi europei nella lettera inviata all’arcivescovo maronita di Aleppo, mons. Joseph Tobji. Davanti all’orrore e alle indicibili difficoltà create dalla guerra, conclude la COMECE, resta la commozione per la «resilienza e la fede delle comunità cristiane in Siria, che continuano a testimoniare l’amore di Cristo anche di fronte a tali avversità». Come abbiamo raccontato in questo focus, i timori (anche forti) restano per i cristiani nella “nuova” Siria: la preghiera e l’attenzione del Vaticano si augura che anche la comunità internazionale non abbandoni il Paese come già fatto purtroppo nel recente passato.