Vaticano, perquisito Mons. Perlasca/ Inchiesta immobili: sequestrati pc e documenti

- Silvana Palazzo

Vaticano, inchiesta immobili: perquisito monsignor Alberto Perlasca. Sono stati sequestrati pc e documenti: proseguono indagini su operazioni finanziarie sospette

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Basilica di San Pietro in Vaticano (LaPresse, 2019)

L’inchiesta che lo scorso ottobre aveva portato cinque dipendenti della Santa Sede alla sospensione si allarga: ora è indagato anche Alberto Perlasca, già Capo ufficio amministrativo della Prima Sezione della Segreteria di Stato. Questa mattina è stato infatti eseguito il sequestro di documenti e apparati informatici presso l’ufficio e l’abitazione del monsignor Perlasca. Lo comunica la Sala Stampa vaticana, spiegando che il sequestro è avvenuto nell’ambito di una perquisizione ordinata dal Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e dall’aggiunto Alessandro Diddi. Il provvedimento, legato all’inchiesta sugli investimenti finanziari e nel settore immobiliare della Segreteria di Stato, è stato deciso dopo i primi interrogatori dei funzionari indagati e sospesi dal servizio. Dunque, proseguono le indagini per verificare la sussistenza di ipotesi di reato quali peculato, abuso di autorità e corruzione. Nel comunicato si precisa che per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza, ma la documentazione esaminata in questi mesi rafforzerebbe i presupposti dell’ipotesi accusatoria. Lo precisa Vatican News, aggiungendo che l’attività istruttoria potrebbe concludersi prima dell’estate.

VATICANO, INCHIESTA IMMOBILI: PERQUISITO MONSIGNOR PERLASCA

Ci sono dunque importanti sviluppi in merito all’inchiesta interna alla Santa Sede sulle “operazioni finanziarie sospette” che coinvolgerebbero alcuni uffici della Segreteria di Stato e potrebbero avere come protagonista più di un alto ecclesiastico. Lo scandalo in questione ha interessato anche il famoso “palazzo di Londra”. Alla base dell’inchiesta ci sono state le denunce frutto di attività già svolte da organismi finanziari e di controllo vaticani, lo IOR e il Revisore generale. Dopo le prime notizie sullo scandalo vennero disposti cinque provvedimenti di sospensione, tra cui quelli nei confronti di Tommaso Di Ruzza (ex direttore Aif) e monsignor Mauro Carlino. Dopo “l’esplosione” iniziale, l’inchiesta non aveva fatto più parlare di sé, ma nella giornata di oggi è arrivato un colpo di scena. Aprendo l’anno giudiziario in Vaticano, sabato scorso, Papa Francesco aveva fatto cenno a questa inchiesta, parlando di «situazioni finanziarie sospette, che al di là della eventuale illiceità, mal si conciliano con la natura e le finalità della Chiesa, e che hanno generato disorientamento e inquietudine nella comunità dei fedeli».

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