Venezia 76, Pedro Almodovar Leone d’Oro alla carriera/ “Diventerà la mia mascotte”

Venezia 76, il Leone d’Oro alla carriera va al regista spagnolo Pedro Almodovar. Le parole del direttore Alberto Barbera.

Pedro Almodovar venezia 76
Pedro Almodóvar (Web, 2019)

Reduce dal grande successo di Dolor y Gloria al Festival di Cannes 2019, Pedro Almodovar riceverà il Leone d’Oro alla Carriera a Venezia 76: un riconoscimento meritato per il più grande regista spagnolo di sempre, che otterrà il riconoscimento all’edizione 2019 della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in programma dal 28 agosto al 7 settembre 2019. Ecco la reazione del cineasta di Calzada de Calatrava: «Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’Oro. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. È stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza, come lo è stata il mio ritorno con Donne sull’orlo di una crisi di nervi nel 1988. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo. Grazie dal profondo del cuore per questo premio».

PEDRO ALMODOVAR LEONE D’ORO ALLA CARRIERA A VENEZIA 76

Il direttore Alberto Barbera, deus ex machina del Festival di Venezia, ha commentato così il riconoscimento che verrà conferito al regista di Volver e Julieta: «Almodóvar non è solo il più grande e influente regista spagnolo dopo Buñuel, ma l’autore che è stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto più articolato, controverso e provocatorio. I temi della trasgressione, del desiderio e dell’identità sono il terreno d’elezione dei suoi lavori, intrisi di corrosivo umorismo e ammantati di uno splendore visivo che conferisce inediti bagliori all’estetica camp e della pop-art a cui si rifà esplicitamente». Prosegue Barbera: «Il mal d’amore, lo struggimento dell’abbandono, l’incoerenza del desiderio e le lacerazioni della depressione, confluiscono in film a cavallo fra il melodramma e la sua parodia, attingendo a vertici di autenticità emotiva che ne riscattano gli eventuali eccessi formali. Senza dimenticare che Almodóvar eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtù della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticità rara e toccante».



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