Villa Campolieto a Ercolano/ Meraviglie, Alberto Angela in un tesoro nascosto

- Francesco Davide Zaza

Nell’ultima puntata di “Meraviglie”, Alberto Angela ci riporta nei pressi di Napoli, stavolta a Ercolano, per visitare “Villa Campolieto” tra affreschi, storia e un panorama mozzafiato

Alberto Angela
Alberto Angela (Facebook)

All’interno del programma “Meraviglie, la penisola dei tesori“, giunto questa sera alla sua ultima puntata, Alberto Angela torna a Napoli per mostrare le bellezze di Villa Campolieto, in Ercolano. Catalogabile come “tesoro nascosto”, la villa fa parte del circuito delle Ville Vesuviane, ma la sua visita è poco pubblicizzata e valorizzata. Al primo piano sono presenti varie spettacolari sale con affreschi originali: tra queste sono da ricordare la Sala degli Specchi, la Sala del Cannocchiale e la Sala Da Pranzo.

In questa ultima Sala è suggestivo l’affresco che la decora con l’autoritratto del Vanvitelli a scrutare il cielo con il monocolo. Dal terrazzo lì situato, è, quindi, possibile vedere il Golfo di Napoli. Villa Campolieto è situata lungo il Miglio d’oro, nel comune di Ercolano. La villa sorge lungo l’allora strada regia per le Calabrie, nel tratto divenuto poi noto come Miglio d’oro per la presenza di questa ed altre dimore nobiliari di epoca borbonica.

Villa Campolieto a Ercolano: una storia travagliata, dalla realizzazione all’occupazione militare

Villa Campolieto fu ideata nel 1755 da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, che commissionò la progettazione ed esecuzione dell’opera a Mario Gioffredo. Dopo vari vicessitudini la realizzazione passò nelle mani di Luigi e Carlo Vanvitelli. Quest’ultimo, figlio del defunto padre Luigi, portò a termine i lavori nel 1775. Dopo la morte di Lucio di Sangro, la villa fu ereditata dal figlio Scipione che morì nel 1805 senza lasciare eredi; la proprietà della villa fu così divisa tra i vari nipoti e ne cominciò un lento declino, culminato durante la seconda guerra mondiale con l’occupazione militare. Nel dopoguerra Villa Campolieto fu affidata all’Ente per le Ville Vesuviane, restaurata dunque dall’architetto Paolo Romanello e posta sotto tutela dalle leggi italiane come bene culturale di particolare interesse. Attualmente è sede di numerosi concerti e ospita la Stoà, Istituto di studi per la direzione e gestione di impresa, ed è teatro di eventi culturali e sociali. Negli anni Ottanta del XX secolo è stata spesso teatro del ballo di fine corso dei cadetti della Scuola Militare Nunziatella.







© RIPRODUZIONE RISERVATA