Vincenzo Corda: “Devo morire, torno a Palermo”/ Croce Rossa lo “salva” dalla Germania

- Matteo Fantozzi

Vincenzo Corda: “Devo morire, torno a Palermo”. Grazie alla Croce Rossa Italiana riesce a realizzare il suo ultimo sogno prima di volare in cielo.

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Vincenzo Corda: "Devo morire, torno a Palermo"

Vincenzo Corda quando ha scoperto che doveva morire ha espresso un ultimo desiderio, quello di tornare a Palermo. Il 31enne era ricoverato presso l’ospedale di Heidelberg in Germania quando ha saputo dal medico che la recidiva di un tumore creduto sconfitto lo avrebbe ucciso. Il giovane fabbro era emigrato in Germania nel 2012 e così sua moglie e i familiari si sono mobilitati per realizzare questo ultimo desiderio, reso possibile dalla Croce Rossa Italiana. A TgCom24 la moglie, Rosanna Filippone, ha raccontato quanto accaduto: “Non dimenticherò mai quel giorno di continue ricerche. Non riuscivamo a trovare delle soluzioni, fino a che mia suocera si è illuminata e ha parlato della Croce Rossa”. Per le condizioni critiche del paziente ovviamente non era possibile un viaggio normale, ma serviva un trasporto sanitario specializzato. Così in due giorni dal Comitato di Susa di Torino è arrivata la risposta positiva per farlo tornare a casa.

Vincenzo Corda: “Devo morire, torno a Palermo”, una storia commovente

È una storia commovente quella di Vincenzo Corda, un fabbro siciliano che a 31 anni ha ricevuto la notizia della sua morte imminente e così ha deciso di tornare a Palermo. Nel marzo scorso è arrivato il viaggio grazie alla Croce Rossa Italiana con la moglie che ha definito i volontari dei veri e propri angeli. La donna racconta a TgCom24: “Con lui sull’ambulanza c’era la madre e dai racconti ho capito quanta umanità gli operatori abbiano dimostrato. In particolare siamo molto grati all’infermiere Fabio Iannetta, per questo abbiamo acconsentito a un video sull’ultimo viaggio. Tutti devono sapere che esiste una parte buona nel nostro paese!”. Vincenzo purtroppo è morto due settimane dopo quel viaggio tanto sognato e prima di partire non parlava più né riusciva a mangiare da solo. Quel viaggio di duemila chilometri però gli aveva dato un briciolo di speranza e la felicità di mangiare una delle tante amate brioche caratteristiche della sua Palermo.

Il video del lungo viaggio



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