Walter Zenga: “Rapporto splendido coi miei figli”/ “GF Vip? Meglio allenare…”

- Alessandro Nidi

Walter Zenga, ai microfoni di Trends&Celebrities su Rtl 102.5 News, ha parlato del rapporto con i suoi figli e ripercorso la sua carriera

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Francesco Fredella e Walter Zenga (Trends&Celebrities, Rtl 102.5 News)

Walter Zenga, allenatore e storico portiere di Inter, Sampdoria e della Nazionale italiana di calcio, è intervenuto ai microfoni di “Trends&Celebrities”, trasmissione radiofonica in onda su Rtl 102.5 News e condotta da Francesco Fredella e Simone Palmieri. Subito, per rompere il ghiaccio, l’ex estremo difensore nerazzurro ha raccontato che “sia da giocatore che da allenatore arrivavo con largo anticipo al campo da allenamento, andandomene per ultimo. Quella era una comfort zone nella quale tutti i miei problemi restavano fuori e si poteva respirare”.

La parata simbolo della carriera? “Quella dell’ultima partita con l’Inter contro il Salisburgo. Sceglietene una, ne avrò fatte una ventina in quella gara. Prima di un rigore, a cosa si pensa? A nulla, perché in quel momento sei disconnesso dal mondo, sei solo con gli occhi sul pallone, non ti accorgi di tutto quello che c’è intorno a te”.

WALTER ZENGA: “IL GRANDE FRATELLO? MEGLIO ALLENARE”

Walter Zenga ha quindi analizzato il momento no che sta attraversando la Juventus in campionato: “La dirigenza ha ridimensionato qualcosa, in questo momento Allegri ha soprattutto problemi a centrocampo, perché aveva richiesto un centrocampista sul mercato e non è arrivato. A parte Manuel Locatelli, non mi pare che i bianconeri in mezzo al campo abbiano giocatori di così elevato spessore che possano cambiare il volto della squadra. Detto questo, 4 partite senza vittorie rappresentano una situazione veramente complicata”.

Meglio allenare che andare al Grande Fratello Vip? “Assolutamente sì”, secondo Zenga, che proprio grazie al reality di Canale 5, però, ha rinsaldato il legame con i suoi figli: “Quando nella vita hai cinque meravigliosi figli, è il massimo. Quando sei genitore e cominci a girare il mondo per lavoro, il tempo è veramente poco per andare a trovarli, nonostante io per loro mi sia sempre mosso fino all’adolescenza. Oggi loro sono grandi e hanno la loro vita, ma il nostro rapporto è splendido. Dieci minuti fa mi sono sentito con Nicolò e poi sono andato il 15 settembre a San Siro con Andrea. Il confronto, nei rapporti, è tutto”.

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