Zaccheroni: “Ibra avrebbe meritato il pallone d’oro”/ “Uno come lui non ci sarà più”

- Josephine Carinci

Alberto Zaccheroni, allenatore, parla di Ibra, che non ha mai allenato ma che conosce bene: “Avrebbe meritato il pallone d’oro”

Ibrahimovic Milan
Probabili formazioni Milan Roma - Zlatan Ibrahimovic (LaPresse)

Alberto Zaccheroni è uno degli allenatori più esperti della storia del calcio italiano. Con un passato in varie big, tra cui il Milan, il tecnico si è raccontato a Il Fatto Quotidiano. Parlando di Serie A, l’allenatore ha risposto ad una domanda sull’età dei giocatori, che adesso sono in campo fino a 40 anni passati. “I calciatori durano di più, vuoi per l’allenamento, vuoi per la dieta…” ha spiegato Zac. Impossibile non fare riferimento ad uno degli attaccanti più forti della storia del calcio: Ibrahimovic. 

A 41 anni, lo svedese è ancora in campo, con il suo Milan, al quale ha cambiato volto e mentalità. Il tecnico è un grande estimatore dell’attaccante: Ibra fa storia a sé: uno così non lo vedremo più e trovo assurdo che non abbia vinto il Pallone d’oro”. Lo svedese, nonostante la grande carriera alle spalle e le prestazioni invidiabili che offre ancora a 41 anni, non ha mai raggiunto l’ambito premio. Il motivo, secondo l’allenatore? “Forse per questioni politiche, per dinamiche interne al premio; da anni, all’inizio del campionato, mi chiedono un pronostico: io vedo dove gioca Ibrae indico quella squadra. Ci becco sempre”.

Zaccheroni: “Ibra un guardiano dello spogliatoio”

Parlando ancora di Ibrahimovic, secondo Zaccheroni la sua forza è il carisma: “È un guardiano dello spogliatoio, uno che cambia l’approccio della squadra al match. E poi avrà meno velocità, ma gli resta una tecnica straordinaria; prima del suo arrivo il Milan era inguardabile”. Un leader vero e proprio, che il tecnico non ha mai allenato. Eppure, anche nel suo spogliatoio c’era un uomo che riusciva a tenere le redini del gruppo. “Quando ho allenato il Milan era Maldini, però in maniera differente da Ibra”. E quando gli chiedono il senso della sua affermazione, lui risponde: “Non ha mai preso la parola in mia presenza, eppure so per certo che quando non c’ero interveniva e veniva rispettato”.

Impossibile, per un grande estimatore di Ibra come lui, non rispondere con il nome dello svedese quando gli chiedono quale giocatore avrebbe voluto allenare. “L’ho rincorso tante volte ma ho sempre sbagliato i tempi”. Oltre Ibra? “Allora due: Franco Baresi e la possibilità di continuare un anno con Adriano”.







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