Zingaretti, “a Conte chiediamo lealtà e saremo leali”/ Pd, “Con M5s nuova stagione”

- Dario D'Angelo

Nicola Zingaretti alla Festa Nazionale del Pd di Ravenna si rivolge a Conte: “Gli chiediamo lealtà e gliela daremo”. Con M5s “finisce stagione dell’odio”.

pd simbolo europee
Nicola Zingaretti (LaPresse)

Sono parole di grande apertura quelle pronunciate da Nicola Zingaretti alla Festa Nazionale del Partito Democratico a Ravenna. Il segretario dem, alla vigilia del discorso alla Camera con cui Giuseppe Conte chiederà la fiducia, si rivolge al premier del neonato governo M5s-Pd:”A Conte chiediamo lealtà e saremo leali, tutti dobbiamo essere convinti che tra nemici non si governa per il bene dell’Italia e quindi dobbiamo cambiare passo“. In quello che sembra essere un riferimento a Matteo Salvini, Zingaretti parla di “qualche furbo” che vuole descrivere l’intesa col MoVimento come un’operazione di palazzo e dal suo punto di vista chiarisce che il governo nasce “per dire basta a questo imbarbarimento“. Come riportato da “L’Huffington Post”, Zingaretti ha consigliato ai ministri “di non pensare ai prossimi dieci mesi, ma di pensare alla bambina che in queste ore sta nascendo a Palermo, a Ravenna, a Milano“. E ancora:”Noi abbiamo voluto una nuova generazione democratica al governo perché vogliamo far avanzare un nuovo progetto e una nuova generazione democratica nel partito e nel Paese e perché vogliamo oggi avere la possibilità di dire cosa significa essere italiani ed europei nel tempo che ci è dato da vivere“.

ZINGARETTI:”ORA NUOVA STAGIONE”

Si apre dunque un nuovo capitolo per il Partito Democratico e per l’Italia secondo Nicola Zingaretti che, osannato dalla platea, dal palco ha esortato:”Da domani si volta pagina, finisce l’era del populismo, chiudiamo la stagione dell’odio e apriamo quella della politica della speranza“. C’è spazio anche per una citazione di Bill Clinton datata 1993:”Noi marciamo al ritmo del nostro tempo, ma sappiamo che la marcia dei nostri giorni è senza tempo. Ogni generazione di americani è ogni volta chiamata a dire cosa vuol dire essere americani“. Nell’intervento del segretario c’è l’ammissione del ritardo tecnologico di un Pd che però non vuole rinunciare ai “rapporti umani” e al “calore del confronto del dibattito“, così come non può mancare il riferimento all’unità del partito perché, sottolinea Zingaretti, in questa crisi “abbiamo combattuto tutti insieme“.



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