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Cronaca

INFLUENZA SUINI/ Opuscoli del Ministero a Fiumicino

I volantini approntati dal Ministero del Welfare con i consigli per i viaggiatori in partenza o in arrivo dalle zone colpite da influenza da suini, si trovano nella Direzione della Sanità Aerea di Fiumicino e nelle prossime ore verranno distribuiti ai passeggeri

I volantini approntati dal Ministero del Welfare con i consigli per i viaggiatori in partenza o in arrivo dalle zone colpite da influenza da suini, si trovano nella Direzione della Sanità Aerea di Fiumicino e nelle prossime ore verranno distribuiti ai passeggeri. Una riunione in tal senso è in corso per decidere le modalità di distribuzione. Già dallo scorso sabato sera, viene inoltre riferito, informazioni ai viaggiatori che ne hanno fatto richiesta sono state fornite dagli uffici della Sanità Aerea situati nell'area partenze del Terminal C. Intanto questa mattina le partenze dal Terminal 5 dedicato prevalentemente ai voli diretti negli Usa, dove è stata dichiarata l'emergenza sanitaria a seguito dei 20 casi confermati di febbre suina, si stanno svolgendo regolarmente. Tra i viaggiatori, per lo più americani che ritornano in Patria dopo una breve vacanza trascorsa nel nostro Paese, e italiani che si recano negli Stati Uniti per motivi di lavoro, ma anche di turismo, non c'è allarme né particolare apprensione. «La notizia dell'influenza da suini l'ho appresa come tutti da TV e giornali, ma questo - dice Enzo Armetta - non mi impedisce di tornare a Phoenix, in Arizona, dove vivo e lavoro ormai da 25 anni, da quando, cioè, mi sono trasferito da Palermo dove sono nato circa 50 anni fa. Certo - aggiunge - magari presterò maggiore cura nell'igiene e forse eviterò anche di mangiare carne di maiale, anche se, da quello che ho capito, il contagio può avvenire da animale vivo a uomo. No, non sono spaventato - dice un altro italiano, giovane uomo d'affari in partenza per New York - Negli Stati Uniti ci vado spesso e continuerò a farlo, anche e soprattutto perché lo prevede il tipo di lavoro che svolgo. La mia famiglia? Beh, loro non possono venire con me, ma se fosse possibile non avrei alcuna esitazione a fare imbarcare mia moglie e mio figlio su un aereo diretto negli Usa».

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