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NO TAV/ Luca Abbà, condizioni stazionarie, il video della caduta dal traliccio

Non è ancora fuori pericolo Luca Abbà, il manifestante No tav precipitato ieri da un traliccio dell'alta tensione in Val di Susa. E' in coma farmacologico. Le proteste di ieri notte

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No Tav. Luca Abbà. Il manifestante No Tav caduto ieri da un traliccio dell'alta tensione dopo essere rimasto fulminato dai cavi elettrici è in condizioni stazionarie. Ancora grave, ancora in coma farmacologico, fortunatamente però non si sono registrati peggioramenti nella notte. E' ricoverato all'ospedale Cto di Torino ancora non fuori pericolo. Secondo il bollettino medico uno dei due reni funziona, l'altro invece ha subito danni seri, una forte lesione interna. Resta dunque in rianimazione con prognosi riservata. Per mezzogiorno di oggi è atteso un nuovo bollettino. L'episodio si è consumato ieri mattina in Val di Susa quando Luca Abbà e altri manifestanti anti Tav hanno visto che gli operai dei cantieri della linea ferroviaria stavano recintando una nuova zona più ampia della precedente per proseguire i lavori della linea ferroviaria Torino-Lione. L'uomo per protesta è salito su un traliccio dell'alta tensione fino a quando ha toccato dei cavi elettrici prendendo una forte scossa e precipitando a terra da oltre dieci metri. Diversi manifestanti No Tav sono da ieri raccolti davanti all'ospedale in una veglia di solidarietà; alcuni pregano davanti a una immagine della Madonna del Rocciamelone. I lavori ai cantieri intanto proseguono: è stata recintata tutta la zona prevista dopo che nella notte si sono verificati tafferugli con le forze dell'ordine. Manifestazioni improvvise si sono registrate ieri un po' ovunque in Italia sia  a Milano che a Roma dove alcuni giovani hanno bloccato per diversi minuti le linee ferroviarie. Non si sono verificati incidenti. Tornando al caso Abbà, sono state aperte da parte della magistratura di Torino le indagini sul caso: le persone presenti ieri durante la caduta dell'uomo dal traliccio si pensa verranno denunciate per violazione di area dichiarata sito strategico nazionale. Il leader del movimento No Tav Petrini ieri aveva rilasciato dichiarazioni piuttosto dure e pesanti contro le forze dell'ordine, in particolare il capo della polizia Manganelli responsabile secondo Petrini di aver portato a una escalation. Manganelli aveva denunciato nei giorni scorsi il pericolo di incidenti gravi in cui avrebbe potuto scapparci il morto. Le accuse nei suoi cnfnronti sono di aver fatto sì che in Val di Susa non ci siano condizioni di sicurezza per chi manifesta contro la linea alta velocità Torino-Lione. Sabato scorso si era invece tenuta una manfiestazione pacifica con circa 60mila persone partecipanti.